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Nasce ‘We Chiaia’, un progetto per la valorizzazione e alla tutela del quartiere di Napoli

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Chiaia cambia volto. L’obiettivo è quello di volgere il proprio sguardo verso il futuro con un piano che esprime un forte bisogno di rinnovamento. We Chiaia è il nome del progetto, lanciato da ben otto esponenti del mondo imprenditoriale, commerciale e culturale di Napoli e finalizzato a puntare i riflettori sul degrado in cui versano le strade, le piazze e gli edifici del celebre quartiere napoletano, a dispetto delle importanti vetrine di lusso e il suo lustro passato. L’obiettivo è infatti quello di riscoprire e di valorizzare l’identità di uno dei quartieri emblema dell’eleganza e dello sfarzo, facendo sì che i migliaia di turisti che approdano a Napoli si rechino anche nel “salotto buono” della città, senza limitarsi al centro storico.

C’è un grande interesse su Napoli. Per questo vogliamo strutturarci affinché anche Chiaia possa offrire un’accoglienza particolare. Qui abbiamo food, fashion, circoli sportivi. È un concentrato di eccellenze. Abbiamo anche tanti alberghi e altri tre apriranno nei prossimi tempi. Per questo c’è bisogno di fare rete per trasmettere quanto di bello abbiamo ma non siamo mai riusciti a valorizzare“, ha affermato il presidente dell’Associazione no-profit che ha dato vita al progetto We Chiaia Maurizio Marinella, in occasione della presentazione del progetto, avvenuta martedì 25 marzo presso la sede della Banca Patrimoni Sella, sita in via dei Mille presso il Palazzo Leonetti.

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Il presidente di We Chiaia Maurizio Marinella: “Dobbiamo stare insieme e non farci la lotta come abbiamo fatto in passato

Io e i miei colleghi vogliamo creare un ambiente che sostenga le eccellenze locali e favorisca un’economia vivace, capace di riportare Chiaia al centro della città“, ha proseguito Maurizio, illustrando i dettagli dell’iniziativa. Tuttavia, Marinella in questa battaglia non è solo: affiancato dal suo vice Pierluigi De Caro, dal tesoriere Ciro Orefice, e ancora da Claudia CatapanoMaura PaneMassimo PorzioDomenico RicciardiMarietta Tramontano, che assumono deleghe diverse. Infatti, uno dei tanti obiettivi che l’associazione si promette di raggiungere consiste proprio nel superamento di tutte le barriere e le divisioni che caratterizzano il settore terziario della zona, che da anni incontra grandi fatiche nel trovare unità di intenti e strategie comuni. Significativo a tal proposito è stato l’appello che Marinella ha rivolto ai suoi colleghi: “Dobbiamo stare insieme e non farci la lotta come abbiamo fatto in passato“.

I volti che hanno preso parte all’iniziativa

Tutti i partecipanti dell’iniziativa hanno deciso di tassarsi con una quota d’ingresso pari a 2.500 euro, ottenendo anche un importante contributo di circa 10mila euro dalla Confcommercio e puntando su una serie di professionisti che hanno preso parte al progetto probono. Tra questi volti, si pensi al professore esperto di marketing nazionale Raffaele Cercola. Ancora, a Donatella Bernabò, che ha curato la narrazione e la comunicazione dell’iniziativa, e all’art director di BreadAndNetwork Giuseppe Esposito, il quale si è occupato di realizzare il logo – nato dalla stilizzazione dell’antico ponte di Chiaia – un brand, nonchè una piattaforma web We Chaia.

L’appello del professor Cercola: “Questa è l’ultima occasione per salvare Chiaia”

All’interno del progetto si ascrivono le aree cittadine che vanno da Piazza Amedeo a piazza Vittoria, e ancora dal lungomare di via Caracciolo al ponte di via Chiaia. Si tratta di un quadrilatero densamente abitato, dall’aspetto elegante ma trascurato e addirittura dimenticato dalle istituzioni e dalle amministrazioni comunali che negli anni si sono succeduti. “Questa è l’ultima occasione. Non ce ne saranno altre per salvare Chiaia. Stanno per arrivare in zona tre alberghi pluristellati che confermano la vocazione di qualità di un quartiere che non può perdere questo vantaggio. Si rischia altrimenti che il Vomero, benché ad un gradino più in basso, si candiderà al ruolo che oggi pensiamo per Chiaia. Con i suoi negozi, i due grandi e bei musei e il suo profilo di borgo“, ha affermato il professor Cercola.

Il sogno di We Chiaia: diventare un brand

Ma, accanto a questi intenti, il progetto di We Chiaia nasce con uno scopo ben preciso: diventare un vero e proprio brand territoriale, alla stregua del Brera di Milano, di Io sono Soho a Londra e del Meatpacking district a New York. Dunque la volontà è quella di portare in alto i nomi di Chiaia e di Napoli non solo in Italia, ma persino all’estero. Per il momento, durante la sua prima fase di vita, l’associazione ha puntato sulla realizzazione di una comunicazione digitale rapida ed efficace, resa possibile grazie alla piattaforma web, che intende essere al contempo un portale di informazione, la voce e la vetrina del quartiere.

 

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