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sabato, Maggio 21, 2022
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Omicidio Coppola ad Afragola, il pentito svela il legame con i ‘panzaruttari’


Nell’ultima ordinanza contro il clan Moccia emergono dettagli utili ad inquadrare l’omicidio di Fabio Coppola. Il gip del Tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda si è soffermata sull’arresto di Antonio Nobile in merito alla sua organicità al clan di Afragola. La vicenda partì la sera del 30 dicembre del 2015 quando un commando di morte sparò contro il 40enne in via Don Bosco nei pressi del teatro Gelsomino di Afragola.

L’agguato venne condotto in modo feroce, infatti, i sicari esplosero una pioggia di proiettili. La vittima era alla guida della sua Citroen C2, ebbe il tempo di accostare la vettura al marciapiede ed i sicari spararono. Uno dei killer aprì lo sportello dell’auto e si piegò verso la vittima, esplodendo il colpo di grazia alla testa dell’uomo.

IL RUOLO DI ANTONIO NOBILE 

Dopo la scomparsa di Anna Mazza nel 2017, il controllo del clan sarebbe passato ad Angelo, Luigi, Antonio e Filippo Iazzetta. I quattro uomini si spartirono il potere in base ai periodi in carcere, o di latitanza, che sono “costretti” a vivere. Poi ci sono una serie di sottoposti e reggenti, da Puzio a Nobile fino a Pierino Iodice, che si dividevano gli affari illeciti nei vari comuni di influenza, come Casoria, Afragola, Frattamaggiore, Acerra, Caivano.

Secondo la magistratura Antonio Nobile è partecipe ma con il ruolo di coordinatore del sottogruppo cosiddetto dei panzaruttati, per lo più dedito alle estorsioni, sempre facente capo a Michele Puzio, e del quale facevano parte i figli Raffaele e Giuseppe Nobile, il figliastro di quest’ultimo Santo Tessitore e Fabio Coppola morto nell’agguato di camorra.

Azzerato il vertice del clan Moccia, i capi comandavano anche dal carcere: a Roma l’ala imprenditoriale, a Napoli quella militare

LE PAROLE DEI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA: “COPPOLA ERA LEGATO AI PANZARUTTARI”

Dopo l’agguato il pm chiese al collaboratore di giustizia Salvatore Scafuto di riferire eventuali fatti a sua conoscenza riguardanti l’omicidio dì Coppola: “Conoscevo personalmente Coppola Fabio, detto Fabiolino, che era legato strettamente ai Nobile detti “panzaruttarì”. I panzaruttarì sono il padre Antonio ed i due figli Raffaele e Giuseppe. Gli stessi affiliati al clan attraverso Michele Puzio che si occupano di estorsioni per quanto io ne sappia. So però che hanno un legame molto stretto con i Laezza. Pertanto questo Fabio collaborava con i panzaruttarì nelle attività di estorsioni. Almeno in una occasione, Coppola è venuto a casa mia insieme ad Antonio Nobile, in epoca successiva alla sparatoria fuori casa mia, per manifestare solidarietà. In realtà da voci varie, avevo il sospetto che proprio questo Coppola poteva essere uno degli autori della sparatoria“.

L’INTERCETTAZIONE SU FABIO COPPOLA

A riscontro dell’appartenenza di Antonio Nobile c’è l’attività tecnica da cui emerge il suo inserimento al clan Moccia nel gruppo che si occupava alle estorsioni, proprio come riferivano i collaboratori di giustizia. Una prima conversazione di rilievo è stata intercettata il 19 luglio 2016 all’interno dell’ufficio di Francesco Di Sarno.

A parlare sono l’arrestato nella recente operazione e Antonio Amabile, indagato, che aveva esternato le proprie preoccupazioni a Michele Puzio, circa l’eventuale e ulteriore pagamento delle mesate “che ci andiamo a mettere un’altra spesa addosso” in favore dei panzaruttari, individuati in Antonio Nobile e nel figlio Raffaele, a seguito di un ipotetico ma probabile loro arresto, per la pressante attività estorsiva condotta dal sottogruppo.

AMABILE Antonio: ...inc….FABIO, FABIO (Fabio Coppola ndr)

DI SARNO Francesco: FABIO?

AMABILE Antonio: ….inc…quel ragazzo sopra il Gelsomino (Fabio Coppola, ucciso nell’agguato di camorra)

DI SARNO Francesco: eh! che fa?

AMABILE Antonio: si è saputo più perché l’ha fatto, perchè… inc…

DI SARNO Francesco: vabbuò quello stava insieme ai cugini

AMABILE Antonio: come?

DI SARNO Francesco: stava insieme ai parenti suoi, i PANZARUTTARI?

AMABILE Antonio: ma mica sono i fratelli cugini?

DI SARNO Francesco: no?

AMABILE Antonio: no…quello pare…

DI SARNO Francesco: che fine hanno fatto i Panzaruttari?

AMABILE Antonio: …no stanno ancora… la cento euro…inc… disse Michele (ndr Michele Puzio) disse non li arrestano neanche e dissi e che ci andiamo a mettere un’altra spesa addosso, disse (ndr Michele Puzio) e quando mai e chi ci manda niente (ndr la mesata)… inc… adesso andarono a cercare venti euro a uno in mezzo al castello (località di Afragola ‘Piazza Castello”) ..inc….il nipote di G. M, me lo disse G. M. disse che fine hanno fatto, LELLO (Raffaele Nobile ndr) a cercare venti euro a mio nipote cento curo…inc…

DI SARNO Francesco: a lui?

AMABILE Antonio: pure Michele (ndr Michele Punzio) disse vanno per la cento euro…

Di SARNO Francesco: TONINO (Antonio Nobile padre dì Raffaele)…dentro al bar….il padre… da gelosia (fonetico)… incomp…

AMABILE Antonio: tu ti sei dimenticato quando venne giu lì…

DI SARNO Francesco: Uagliò quello si sbatteva malamente… incomp… incomp… si sbatteva malamente.

AMABILE Antonio: quello…incomp…(Giuseppe Nobile) ci aveva i contatti con il Luongo (ndr Nicola Luongo detto Nicola o ‘ Luong). 

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Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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