Omicidio La Gala a Marano, niente ergastolo per De Fenza e Battilomo

Omicidio del gioielliere Salvatore Gala a Marano, sentenza ammazza-inchiesta. E’ quella decretata oggi presso la III sezione d’Assise del tribunale di Napoli Nord (presidente Laposta) nei confronti di Maurizio De Fenza e Michele Battilomo. Il processo si svolgeva con il rito ordinario. A fronte della richiesta del carcere a vita per entrambi De Fenza (difeso dall’avvocato Luca Gili) ha rimediato 25 anni di carcere. Ancora più clamoroso il risultato per Battilomo che è stato completamente assolto. Il suo legale, l’avvocato Claudio Davino, è riuscito a dimostrare l’infondatezza del materiale probatorio fatto valere nei confronti del suo assistito evidenziando diverse incongruenze.

Il raid costato la vita a La Gala

Eppure nell’ordinanza firmata dal Gip Barbara Del Pizzo,  venivano ravvisati “gravi indizi di colpevolezza. Battilomo, in particolare, in concorso con De Fenza per procurare a sé un ingiusto profitto, adoperava un’efferata violenza nei confronti di Gala Salvatore ingaggiando con lo stesso una colluttazione. Uccidendolo con un colpo d’arma da fuoco per assicurarsi il possesso dei gioielli e dell’oro contenuto nella cassaforte della gioielleria di proprietà della vittima. In particolare sottraeva preziosi in oro e brillanti per un peso complessivo di circa 10 kg e per un valore di circa 300mila euro nonché un quantitativo in denaro pari a circa 2000 euro’’. Tutto “con l’aggravante di aver commesso il reato per eseguirne un altro od occultarne un altro ovvero per conseguire o per assicurare a sé il prodotto od il profitto di un altro reato. Con la recidiva specifica ed infraquinquennale’’.  In più Battilomo, si legge sempre nell’ordinanza del gip, “al fine di procurare a sé o ad altri un profitto acquistava o comunque riceveva l’arma provento di delitto in quanto non forniva una plausibile giustificazione della sua provenienza’’.

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