«Dio può perdonare, io no. Non ci riesco». Sono parole dure e cariche di dolore quelle pronunciate da Enza Cossentino, madre di Martina Carbonaro, all’esterno del Tribunale di Napoli al termine dell’udienza del processo che vede imputato Alessio Tucci per l’omicidio della giovane di Afragola.
La donna ha risposto ai giornalisti dopo che, in apertura di udienza, Tucci aveva chiesto di rendere una dichiarazione spontanea dal carcere dove è detenuto, rivolgendosi alla famiglia della vittima per chiedere scusa. Durante il collegamento in videoconferenza, il giovane ha affermato di essere dispiaciuto per quanto accaduto e di non perdonare sé stesso per il delitto commesso.
Parole che però non hanno convinto la madre della 14enne. «Lui ha detto quelle frasi perché gli hanno suggerito di dirle. Io l’ho guardato negli occhi, lui rideva mentre pronunciava quelle frasi», ha dichiarato Cossentino, mettendo in dubbio la sincerità del pentimento manifestato dall’imputato.
La madre di Martina ha poi affidato ai cronisti una riflessione amara sul significato della pena e sul dolore che continua a vivere la famiglia della ragazza. «L’ergastolo lo abbiamo noi, sappiamo come funziona la giustizia. Mia figlia è dentro una lapide, lui può mettere i piedi a terra ogni mattina», ha detto visibilmente provata.
L’udienza è stata segnata da momenti di forte tensione emotiva. In aula sono state mostrate immagini e ricostruzioni relative all’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola nel maggio del 2025. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 9 settembre.
