Pochi pazienti no Covid, ospedale di Casoria a rischio chiusura: appello alla Regione

ospedale Santa Maria della Pietà di Casoria

Una struttura a rischio chiusura per pochi pazienti no Covid-19 attualmente ospitati. E sembra strano visto che gli ospedali pubblici sono al collasso principalmente per accogliere le persone contagiate dal Coronavirus. L’ospedale Santa Maria della Pietà di Casoria, gestito dai Religiosi Camilliani e convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale, potrebbe cessare «nel giro di una settimana le proprie attività», denunciano il personale medico e la stessa direzione generale, «perché i 115 posti letto di cui è dotato sono quasi del tutto vuoti».

La richiesta di aiuto

Il ragionamento di Fratel Carlo Mangione, direttore generale del Santa Maria della Pietà, dei medici e degli infermieri è in sostanza questo: visti che nosocomi dell’Asl Napoli 2 Nord come quelli di Giugliano e Frattamaggiore – strutture come si sa pubbliche e non private o convenzionate a differenza dell’ospedale dei Camillani  –  sono stracolmi per accogliere pazienti con sintomi riconducibili al Coronavirus, perché non trasferire a Santa Maria della Pietà parte della platea affetta da altre patologie ma che comunque necessitano di cure visti i 115 posti totali a disposizione ed ora occupati solo in minima parte?

La lettera all’Asl Napoli 2 e alla Regione Campania

Il grido di preoccupazione per una possibile chiusura e la richiesta di accogliere pazienti provenienti dagli altri ospedali viene ribadita in una missiva inviata lo scorso 26 marzo al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, al direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord (anche il territorio di Casoria ne fa parte in relazione all’ambito medico/sanitario) Antonio D’Amore e al direttore generale della struttura di Tutela della Salute e Coordinamento del sistema sanitario della Regione Campania, avvocato Antonio Postiglione. Nella lettera si ricorda come «per le sue caratteristiche  l’ospedale è dotato di unità operativa di medicina, pneumologia, oncologia, cardiologia, gastroenterologia, urologia, chirurgia generale e mininvasiva, oculistica, otorinolaringoiatria, laboratorio di patologia clinica» e per questo «potrebbe garantire la prima linea di assistenza dedicata unicamente a malati non infetti da Coronavirus dimessi da strutture pubbliche in cui sono attualmente ricoverati» in virtù del fatto che gli ospedali sono quasi tutti concentrati sul contenimento dell’emergenza da Covid-19.

La preoccupazione del personale sanitario

«Siamo pronti ad assistere i pazienti guariti da Covid-19 ma che devono effettuare a distanza di 48 ore la negatività del virus però con adeguati strumenti a disposizione. Tra una settimana rischia di chiudere perché non ci sono posti» afferma il personale medico aggiungendo: «Si stanno costruendo altri ospedali e tutte le forze sono profuse per contenere il contagio da Covid-19. Noi rischiamo, con l’ospedale quasi vuoto, rischiamo di chiudere nel giro di una settimana e gli infermieri, i medici specializzati, i lavoratori del reparto pulizie si troverebbero di punto in bianco senza lavoro. Ecco perché auspichiamo l’intervento dell’Asl Napoli 2 Nord e della Regione Campania».