Politica e camorra a Mugnano, assolto l’ex consigliere comunale Gennaro Bove

Gravi incongruenze nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, in particolare Carmine Cerrato e Antonio Caiazza, due ex ‘pezzi da novanta’ degli Scissionisti. Questo quanto fatto emergere dai legali dell’ex consigliere comunale di Mugnano Gennaro Bove, gli avvocati Luigi Senese ed Emilia Granata. L’ex esponente politico è stato assolto questa mattina dal gup Gabriella Bonavolontà. Quest’ultima ha accolto le argomentazioni dei legali di Bove che hanno fatto notare le incongruenze presenti nei racconti dei due collaboratori di giustizia. Questi indicavano Bove come uomo del clan all’interno del consiglio comunale mugnanese. Era il febbraio del 2017 quando Bove figurava tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Pesanti le accuse della Dda nei suoi confronti: quella di essere il referente per la gestione delle estorsioni perpetrate a Mugnano e per i contatti con imprenditori, commercianti ed esponenti delle amministrazioni locali. In pratica era ritenuto dagli investigatori uomo degli Amato-Pagano.

Le ragioni dell’assoluzione di Bove

Il pubblico ministero Caputo aveva chiesto per lui quattro anni e sette mesi. Il gup Bonavolontà lo ha invece assolto: fondamentali i rilievi sollevati dagli avvocati Senese e Granata che hanno smontato le dichiarazioni rilasciate da Cerrato e Caiazza. Il primo in un verbale aveva dichiarato:«E’ un nostro uomo (riferendosi a Bove), è lui che ci indicava chi vinceva le gare d’appalto». Per quanto riguarda invece le dichiarazioni rilasciate ai magistrati da Caiazza, i legali di Bove hanno sollevato la questione delle incongruenza di quest’ultimi facendo notare la difformità tra i verbali integrali di Caiazza (da loro presentati) e quello riassuntivo preso in considerazione nell’ordinanza di custodia cautelare.

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