Quella sera per la Procura c’erano anche loro. La sera in cui Gennaro Casaburi rischiò la vita dopo una lite al rione Berlingieri di Secondigliano. Questa mattina gli uomini della squadra mobile di Napoli (guidati da Alfredo Fabbrocini) e quelli del commissariato di Secondigliano (guidati dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Massimo Molino (di 47 anni) e Giovanni Mancini detto ‘muoll muoll'(28 anni). I due sono gravemente indiziati, in concorso con Vincenzo Maione e Orlando Di Maio (già arrestati per lo stesso fatto) di concorso in lesioni personali gravissime, porto e detenzione illegale di arma comune da sparo e resistenza a pubblico ufficiale. Tutti reati aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di avvantaggiare il gruppo camorristico operante nel rione Berlingieri del quartiere “Secondigliano”, facente capo al pregiudicato Luigi Carella, referente del clan Licciardi. Le indagini finalizzate ad accertare il coinvolgimento di Molino e Mancini sono avvenute in seguito al grave ferimento avvenuto in via Monte Faito, quartiere Secondigliano, il 20 dicembre 2020.

La ricostruzione del ferimento di Casaburi al Rione Berlingieri

Come anticipato da Internapoli (leggi qui l’articolo) Casaburi sarebbe stato sparato dopo una lite avvenuta con Maione, Di Maio e altri due soggetti (Mancini e Molino). Alterco che sarebbe avvenuto al rione Berlingieri. Lite a sua volta riconducibile ad un episodio avvenuto qualche giorno prima. In quell’occasione Maione e Di Maio, fermati da una volante della polizia, avrebbero avuto un atteggiamento irrisorio nei confronti degli agenti. Casaburi, stando alla ricostruzione, sarebbe intervenuto a far da mediatore e nei giorni successivi si sarebbe incontrato con quegli stessi giovani che sarebbero entrati nella sua auto per andarsi a prendere un caffè e chiarire la situazione. Per la Procura in quell’auto c’erano oltre a Maione e Di Maio, anche Molino e Mancini. Casaburi avrebbe redarguito i ragazzi e da lì ne sarebbe nata una lite e i successivi spari. In particolare Casaburi, prima di essere sparato, sarebbe stato colpito ripetutamente dai quattro. Poi da lì gli spari e il suo ferimento. Secondo le recenti informative i quattro farebbero parte del gruppo da tempo attivo nel rione Berlingieri considerato come una ‘costola’ dei Licciardi vista l’appartenenza del suo leader alla formazione criminale della Masseria Cardone.

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