Rapine e raid contro i nemici, così i Cifrone si sono presi Miano

L’ultima ordinanza con cui tredici persone sono finite in manette per il rapimento e il sequestro dell’operaio Stefano Pettirosso ha messo in luce anche ciò che sta accadendo tra i gruppi criminali di Miano. La presenza tra i destinatari dell’ordinanza di Stefano De Fraia ha evidenziato il ruolo preponderante assunto dal gruppo Cifrone negli ultimi mesi. Del resto le indagini su tale sequestro sono partite proprio da indagini condotte dai carabinieri della compagnia Vomero sui gruppi emergenti presenti a Miano e Piscinola. Con lo smantellamento del gruppo di ‘Abbasc Miano’ (quello guidato dal triumvirato Balzano-Scarpellini-D’Errico) i Cifrone hanno di fatto piazzato una ‘Opa’ su Miano. I cugini Luigi e Getano Cifrone insieme ai loro ras (tra cui lo stesso De Fraia) avrebbero di fatto conquistato la parte alta di quello che era un tempo il feudo dei Lo Russo. C’è di più. La conquista sarebbe partita molto prima attraverso una serie di raid mirati.

Lo scontro dei Cifrone con Abbasc Miano

«Nella giornata del 13 gennaio – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita per il sequestro dell’operaio- veniva accertata dalle forze dell’ordine la presenza di un gruppo di soggetti a bordo di motocicli di grossa cilindrata, ma anche di una serie di condotte pericolose per l’ordine pubblico. In particolare, nel pomeriggio, si accertava l’esecuzione di una rapina eseguita da numerosi soggetti a bordo di moto di grossa cilindrata presso l’esercizio commerciale ‘Antonio Phone’ di proprietà di Antonio De Lutiis, cugino del detenuto Matteo Balzano, capo del gruppo di ‘Abbasc Miano’». Un’escalation di terrore che ha raggiunto il suo zenit con questa tipologia di raid ma, secondo gli investigatori, partita molto prima con l’omicidio di Stefano Bocchetti alias ‘Mniell’ (per il suo delitto, è bene precisare, al momento non vi sono indagati), uomo legato proprio a quelli di ‘Abbasc Miano’.

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