Elezioni Mugnano. Accordi e alleanze nel centrosinistra, l’ex consigliere Verrazzo: “Vi svelo i retroscena”

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Elezioni a Mugnano, intervista al consigliere uscente Verrazzo

Renato Verrazzo è stato eletto consigliere comunale nel 2010 e nel 2015 in occasione delle due vittorie del centrosinistra: la prima condotta da Giovanni Porcelli e la seconda da Luigi Sarnataro. Invece oggi resterà fuori dalla tornata amministrativa, nonostante, i suoi storici rapporti con gli esponenti del centrosinistra. Lo scorso maggio è passato all’opposizione, scelta che avrebbe segnato la sua esclusione dall’attuale coalizione di centrosinistra. Il consigliere uscente dell’Upm ha deciso di raccontare la sua verità in merito ai retroscena delle crisi amministrative e delle trattative pre-elettorali

Come mai non si ricandiderà al Consiglio?

E’ stato posto un veto sulla mia candidatura da parte di Sarnataro, Daniele Palumbo e Vincenzo Massarelli. Questi due politici uscenti hanno influenzato l’azione amministrativa e politica di Sarnataro. Nel 2015 non lo ritennero adatto a fare il sindaco, invece il mio gruppo volle la sua candidatura.

Quando è iniziato il suo scontro con Sarnataro?

A marzo 2019 Sarnataro propose un aumento della Tari al 12% per le utenze commerciali e al 0,5% per quelle domestiche. Annunciai, quindi, il mio voto sfavorevole perché questa scelta avrebbe penalizzato i commercianti. Anche il presidente del consiglio comunale Pierluigi Schiattarella e i consiglieri Gennaro Assunto, Elisabbetta Riccio e Biagio Guarino posero delle questioni più velate. Alla fine il sindaco portò la soluzione 7 giorni prima del consiglio comunale, solo allora abbiamo trovato un accordo. Fu l’unica volta in cui mi ribellai all’amministrazione.

Perché è passato all’opposizione?

Nel gennaio 2020 vidi che la rivoluzione culturale stava fallendo a causa dei conflitti interni alla maggioranza. Tanti progetti proposti dal nostro assessore Giovanna Di Maro furono cestinati. Volevamo rilanciare la Cirumvallazione Esterna, tratto fondamentale per il commercio con tra Napoli e l’area giugianese. Conducemmo tutti i passaggi burocratici, purtroppo ci ostacolarono. Allora capii che non ci volevano più in amministrazione, quindi, dopo lasciammo la poltrona e gli incarichi. L’assessore si dimise a marzo, mentre io lasciai la maggioranza a maggio. Infine anche il Pd mise in discussione la ricandidatura di Sarnataro, infatti, l’ex segretario del Pd, Andrea Cipolletta, e Schiattarella diedero la loro disponibilità.

Che ruolo ha avuto nel Patto di Natale?

Volevo ricompattare il centrosinistra e alla fine del 2019 ho incontrato Porcelli. Lui voleva aspettare l’esito della sfida interna nel Pd, infatti, voleva dialogare con un partito coeso.

Il confilitto democrat ha creato tensioni in maggioranza?

Siamo stati bloccati per mesi in attesa dell’ultimo rimpasto di giunta. Sarnataro pensò che i consiglieri surrogati avrebbero rafforzato Schiattarella in aula. Non riuscivamo a lavorare a causa delle tensioni.

C’erano i presupposti per sfiduciare il sindaco Sarnataro?

Schiattarella aveva pensato alla sfiducia, mentre io ho preferito ottenere un risultato politico sulla questione Tari .

Quindi c’era un progetto politico alternativo a Sarnataro?

All’inizio del 2019 Schiattarella ci informò del suo progetto politico alternativo, ma, in quell’occasione, confermai la fedeltà a Sarnataro. Solo dopo mesi iniziai a valutare questa possibilità, anche perchè venni contattato da Giovanni Chianese. Insieme a Mario Mauriello, al Movimento Cinque Stelle, alla lista di Genny Santopaolo, a Voce ‘e popolo e a Mario Imbimbo, iniziammo a dialogare. Volevo un nuovo progetto politico contraddistinto dalla trasparenza e dal ricambio generazionale. Già alla fine del 2019 alcuni gruppi avevano chiesto a Schiattarella di dare prova di discontinuità amministrativa.

Cosa vi aspettavate da Schiattarella?

Doveva almeno dimettersi dall’ufficio di presidenza, purtroppo, è rimasto in amministrazione fino all’ultimo giorno. Aspettavano una mossa politica del Presidente. Invece oggi si è candidato con Sarnataro, nonostante, tutti gli attacchi pubblici. Negli ultimi consigli comunali è stato bersagliato dalle critiche condotte da alcuni consiglieri di minoranza, gli stessi che sarebbero, poi, passati con Sarnataro.

Non è normale per l’opposizione criticare un esponente della maggioranza?

C’erano accordi elettorali in atto tra Sarnataro e un gruppo di consiglieri. Ezio Micillo, Raffaele Mandara, Biagio Migliaccio, Genny Santopaolo e Anna Iacolare hanno indebolito la credibilità politica di Schiattarella in aula.

Come avete reagito alla mancata presa di posizione di Shiattarella?

Ha illuso tante persone che avevano creduto in lui. Molti mugnanesi pensano che sia lui il candidato sindaco. Saremmo stati dei seri avversari di un centrosinistra sostenuto dalla vecchia politica.

Come si spiega l’intesa tra Sarnataro e Schiattarella?

Forse Schiattarella avrà ricevuto qualche rassicurazione dal Pd provinciale in merito alla prossima tornata amministrativa. Come farà ad andare delle stesse persone a cui diceva di voler fare il sindaco? Come spiegherà agli elettori il suo appoggio a Sarnataro dopo gli attacchi pubblici’? In politica la coerenza è necessaria, altrimenti gli elettori hanno ragione a perdere la fiducia.

Quindi c’era un gruppo pronto a sfidare Sarnataro, perchè oggi alcuni si sono candidati con lui?

Schiattarella non ha dato una prova di discontinuità e coloro che non si erano esposti pubblicamente, ora, sono tutti con Sarnataro. Vedremo molto presto i conflitti nella coalizione di centrosinistra, perchè, fino a pochi mesi fa, alcuni candidati si sono scontrati pubblicamente.

Come valutò il tentativo di candidarsi a sindaco da parte Chianese?

Dopo aver saputo del veto, ho chiamato Chianese con il quale condividemmo già un percorso politico nel 2010 e 2015. Gli chiesi di impegnarsi in prima persona, ma sin dal primo momento mi informò dei suoi incarichi politici a Roma e a Taranto. Dopo essersi confrontato con i vertici del Pd provinciale e con i suoi familiari ha rinunciato. Ho provato a creare un percorso alternativo con lui, anche perché i rapporti tra Chianese e Sarnataro non sono buoni. Ringrazio Porcelli e Gennaro Ruggiero per aver fatto di tutto per farmi partecipare alla campagna elettorale.

Lei resterà completamente fuori dalla partita elettorale?

Appoggerò i candidati consiglieri Guido Mauriello, Annamaria De Rosa e Caterina Aragosa di SiamoMugnano e Silvio Rigotti di Italia Viva. Nonostante siano tutti in coalizione con Sarnataro, promuoverò il voto disgiunto.