Aggressione choc al Santobono: “Prendo la pistola e vi ammazzo”, medici e infermieri minacciati

Ennesima aggressione ai danni del personale medico ieri pomeriggio all’ospedale Santobono di Napoli dove un uomo ha minacciato letteralmente di “sparare” il medico di turno se non avesse visitato immediatamente il suo bambino. Il racconto dell’accaduto è stato affidato direttamente al referto del dirigente medico pediatra in servizio presso il nosocomio del Vomero.

“Prendo la pistola e ti ammazzo”. Questa la minaccia dell’uomo al dottore in servizio al triage ieri pomeriggio. L’uomo ha dato pugni sul vetro e ha urlato le sue minacce anche contro due infermiere di turno, prima di aggredire indistintamente il personale medico che gli capitava davanti, impedendo il normale svolgimento del lavoro. Nella ricostruzione, pubblicata dalla pagina “Nessuno Tocchi Ippocrate”, il pediatra è stato stato preso “per il camice e posizionando la fronte contro il suo volto per sfidarlo e minacciarlo di morte se non avesse visitato e ricoverato istantaneamente il figlio”.

“Dopo essere riusciti ad allontanare – riporta la pagina dell’associazione – il padre veniva fatta entrare la mamma col bambino per accertare le condizioni cliniche del paziente, ma essendo la postazione di guardia del PS ancora scoperta, riesce nuovamente ad entrare nei box pediatrici e a lanciarsi contro il sottoscritto spingendomi forte, ma veniva fermato in tempo prima che l’aggressione degenerasse. La polizia, allertata più volte, è intervenuta dopo circa 50 minuti dalla prima chiamata e ha segnalato l’episodio al presidio di polizia sezione Arenella. Al momento del ricovero tanto richiesto dal padre, la madre risponde anche che se non era il caso non lo ricoverava, voleva solo “sapere come stava il bambino”, a conferma del fatto che l’urgenza del caso veniva stabilita dai genitori e dall’incapacità delle poche guardie di mantenere l’ordine al Triage. Il paziente è attualmente ricoverato presso la Pediatria I, per l’ovvia incapacità della gestione familiare e per completare l’iter diagnostico già iniziato al precedente ricovero presso l’Osp SS. Annunziata, dove era stato dimesso nella stessa mattinata in benessere clinico e con eventuale rientro ad esami in corso refertati”.