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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Allarme streptococco in Italia, 6 decessi e 5 pazienti in terapia intensiva: colpisce anche gli adulti

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Lo streptococco A sta colpendo più che in passato. Lo scorso inverno la circolazione è iniziata in anticipo e questo ha contribuito a innescare una fortissima esplosione dei casi, anche gravi. Uno studio del Policlinico e dell’Humanitas di Milano ha scoperto due aspetti inediti del batterio circolato a Milano nei sei mesi a cavallo tra 2022 e 2023, con differenze rispetto alle ondate dei cinque anni precedenti al Covid-19.

Lo studio di Humanitas e Policlinico

Negli ultimi tempi, si è osservato un aumento significativo dei casi di infezione da batterio streptococco di gruppo A, soprattutto tra gli adulti, con forme di malattia più gravi rispetto al passato. Questo fenomeno è stato documentato in uno studio condotto dal Policlinico e dall’Humanitas di Milano, che ha esaminato l’andamento della circolazione del batterio nell’area milanese nel periodo compreso tra il 2022 e il 2023.

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Uno dei risultati più rilevanti emersi dallo studio riguarda l’aumento delle infezioni invasive da streptococco di gruppo A, che sono aumentate in modo significativo nel solo primo trimestre del 2023, con un totale di 34 casi registrati. Questo numero rappresenta quasi il triplo rispetto al periodo medio osservato negli anni precedenti alla pandemia da COVID-19.

Ciò che rende questa tendenza particolarmente preoccupante è il fatto che molte di queste infezioni hanno avuto conseguenze gravi per i pazienti coinvolti. Dei 28 casi studiati in dettaglio dai ricercatori dei due ospedali, ben 11 pazienti hanno avuto conseguenze che hanno messo a rischio la loro vita. Di questi, 5 sono stati salvati, ma hanno richiesto un ricovero in terapia intensiva, mentre purtroppo 6 sono deceduti a causa delle complicazioni legate all’infezione.

È interessante notare che questa tendenza all’aumento delle infezioni gravi da streptococco di gruppo A è stata osservata principalmente tra gli adulti, contrariamente alle aspettative, poiché in passato la malattia era più comune nei bambini, soprattutto nei contesti scolastici. Questo cambiamento nel target demografico coinvolto solleva importanti interrogativi sui fattori che potrebbero aver contribuito a questa mutazione nel modello di diffusione della malattia.

Nonostante gli sforzi dei ricercatori nel ricostruire l’intero profilo genetico del batterio al fine di comprendere meglio la sua evoluzione e diffusione, al momento non sembrano emergere associazioni significative con particolari luoghi o gruppi sociali. Questo suggerisce che il batterio streptococco di gruppo A si stia diffondendo in modo più generalizzato nella comunità milanese, rendendo difficile l’identificazione di specifiche fonti di infezione o catene di trasmissione.

 

 

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