Ha detto agli inquirenti che Speranza Ponti si è suicidata il 6 dicembre scorso e che lui ha soltanto occultato il cadavere. Una versione che non ha convinto affatto il procuratore di Sassari, Gianni Caria, che ha proceduto al fermo di Massimiliano Farci, 53 anni, detenuto ad Alghero in stato di semi-libertà per il cosiddetto delitto della Lotus rossa, commesso nel 1999, ora accusato di omicidio doloso, occultamento di cadavere, furto e utilizzo indebito del bancomat della donna, 50 anni, originaria di Uri, trasferitasi da Genova ad Alghero dopo aver instaurato con lui una relazione sentimentale.

Stamattina, seguendo le indicazioni rese da Farci durante l’interrogatorio cui è stato sottoposto ieri, i carabinieri della compagnia di Alghero hanno rinvenuto il cadavere a Monte Carru, nell’area che ospita il Resort Vista Blu e una serie di villette a schiera. Ieri la pizzeria Sergio’s di via XX settembre, che Farci gestisce nelle ore in cui può lasciare il carcere per farvi ritorno la notte, è stata setacciata dal Ris di Cagliari, che oggi eseguirà ulteriori accertamenti nel luogo in cui è stato ritrovato il corpo della vittima e nel luogo in cui, stando alla versione dell’incolpato, la donna si sarebbe suicidata. Farci è stato trasferito nel carcere di Bancali, a Sassari, in attesa della convalida del fermo da parte del gip.

FARCI E IL DELITTO DELLA LOTUS ROSSA – Massimiliano Farci era stato condannato nel 1999, insieme al fratello Alessandro, per il cosiddetto “delitto della Lotus Rossa”. I due, infatti, erano stati ritenuti responsabili dell’uccisione di Roberto Baldussi, un ragioniere di San Sperate, col movente di impossessarsi della sua auto di lusso. Condannato all’ergastolo, dopo aver scontato una ventina d’anni di carcere, ha ottenuto la semi-liberta.

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