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Stesa al Don Guanella, la reazione dei Licciardi contro i ‘mianesi’:«Per la Masseria fu un affronto»

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Una scorribanda armata nel rione Don Guanella che stava facendo riscoppiare una nuova guerra di camorra. I due gruppi erano i Licciardi e quelli di ‘Miano di sopra’ che da sempre si dividono la zona. L’episodio sarebbe avvenuto nel novembre del 2020 con la sparatoria raccontata agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Vincenzo Iuorio, ex affiliato al clan Sautto, che riferì dell’intervento di Antonio Bruno detto Michelò, anche grazie alla loro mediazione, al fine di evitare una reazione armata da parte dei Mianesi, che avrebbe intralciato gli affari illeciti a danno di tutti:«Nel Don Guanella si fecero il giro quelli di Miano.. Erano 6 motorini, Tattà (Francesco Mingacci ndr) si impressionò e li scaricò una pistola addosso fortunatamente senza colpire nessuno, questa cosa non andò giù a quelli di Miano… Bruno ci raccontò che Tattà aveva sparato perché, avendo visto il gruppo dei cosiddetti Mianesi, nel rione, si era impressionato e aveva sparato loro addosso. I Mianesi non avevano digerito questa reazione di Tattà, ritenendolo un affronto e volevano “soddisfazione”, nel senso che a Tattà doveva essere data una lezione… Noi dicemmo a Bruno che eravamo a sua disposizione se avesse deciso per un’azione di contrasto con i Mianesi, ma Bruno aveva intenzione di risolvere la vicenda bonariamente perché gli affari andavano bene e non voleva metterli in pericolo con un’azione armata. Quelli di Miano però volevano soddisfazione… Vennero fatti vari incontri e la vicenda venne risolta bonariamente.», ha affermato Iuorio in un interrogatorio.

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