Titolare di noto locale ai Baretti di Chiaia anticipa De Luca: “Chiudo ora, non ha senso restare aperti così”

Titolare di noto locale ai Baretti di Chiaia anticipa De Luca:
Titolare di noto locale ai Baretti di Chiaia anticipa De Luca: "Chiudo ora, non ha senso restare aperti così"

Anticipa l’oramai probabilissimo coprifuoco serale richiesto da De Luca a partire dal fine settimana chiudendo da questa sera a tempo indeterminato i suoi due ristoranti. L’imprenditore Luca Di Martino è il socio di maggioranza del Food Food Happiness e Bi lateral, due ristoranti di via Bisignano a Chiaia, che per il momento cesseranno ogni attività.

Il diretto interessato ne spiega le ragioni. «Dal 5 ottobre ad oggi – le parole Di Martino – con il Bisi e il Bi lateral siamo passati ad un calo di fatturato dell’oltre il 60% e abbiamo perso il 90% degli incassi da marzo ad oggi: in pratica, non guadagniamo nulla da 7-8 mesi. Dopo la riapertura sono passato da avere 19 dipendenti a 12 con 5 a rotazione in cassa integrazione. Non ha senso restare aperti in questo modo». Una scelta di abbassare la saracinesca antesignana rispetto a quanto potrebbe avvenire dal prossimo venerdì in poi: divieto di mobilità e chiusura delle attività dalle 23 sino al mattino del giorno successivo. Di Martino confessa di «aver già capito l’andazzo e De Luca ha puntualmente maturato la scelta di vedersi accordato il coprifuoco serale. Vedrete che anche altri gestori di locali prenderanno le stesse decisioni. Tutte queste ordinanze hanno portato solo ad un enorme confusione. A questo punto meglio proprio il lockdown, almeno si avrebbe una maggiore chiarezza».

Di Martino è però adirato anche per un’altra faccenda, come spiega apertamente. «I locali e i baretti di Chiaia sono stati attaccati da tutti, anche a causa di alcuni titoli di giornale, come quelli che diffondevano il contagio. Noi però non siamo negazionisti siamo ben consci che il virus esiste» afferma Di Martino rivendicando «il pieno rispetto di tutti i protocolli di sicurezza, addirittura ho assunto un buttafuori per non far accalcare la gente dinanzi ai locali rischiando di perdere alcuni incassi. Pure le restrizioni sull’asporto non funzionano: se io vendo il mio prodotto poi quello che succede fuori dal locale non è mia responsabilità, eppure multano me. La Polizia oramai decide cosa è un tavolo o cosa no, siamo la categoria più protetta perché la più controllata».

Ma la chiusura sarà per sempre? «La mia intenzione è di non lasciare i locali e riaprire quando sarà possibile. devo anche dire che i proprietari si sono sempre mostrati disponibili con il sottoscritto. Io ho sempre pagato puntualmente i 12.000 euro totali di affitto, ma ora sono in grossa difficoltà». 

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