Era indicato dalla Procura di Lecce come uno degli appartenenti ad una solida organizzazione implicata nel traffico di stupefacenti sull’asse Sud America-Olanda-Italia. E invece, grazie alle abili argomentazioni del suo avvocato, ha ottenuto la misura degli arresti domiciliari. Protagonista Giuseppe Ascione (imparentato con l’omonima famiglia di Ercolano) arrestato ad inizio anno nel corso di una vasta operazione avvenuta in Salento. Le indagini della Squadra mobile, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Lecce, sono durate due anni e hanno posto la lente su un ingente traffico di droga transazionale. Alla base, un’organizzazione criminale con radici soprattutto nel basso Salento, nell’area del Capo di Leuca, e ramificazioni in tutta Italia.

Traffici di cocaina da mezzo mondo, grazie a una flotta di mezzi di trasporto modificati proprio nascondere i carichi, creando sottovani nelle cabine di guida, sotto i sedili posteriori o i vani portabagagli. E poi, contatti tramite sistemi di telefonia e messaggistica criptati, difficile da decifrare, per eludere i controlli. Un’associazione scoperta grazie ad un ingente sequestro avvenuto tre anni fa al Brennero quando furono sequestrati oltre 10 chili di cocaina. Di quell’organizzazione, sempre secondo la Procura salentina, avrebbe fatto parte Giuseppe Ascione, 51 anni. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui addirittura 12 anni. A spuntarla invece le argomentazioni difensive del legale di Ascione, l’abile Salvatore Impradice, che ha convinto i giudici a concedere al suo assistito gli arresti domiciliari.

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