Una corda appesa alla trave di legno del soffitto e il corpo, in avanzato stato di decomposizione, sul pavimento. E’ una scena raccapricciante quella che si è presentata ieri mattina a chi è entrato per primo in una casetta del centro storico di Palombara Sabina, abitata in affitto da un cinquantaduenne di origine albanese, in seguito ad un controllo scattato per il cattivo odore che da giorni, in via Trieste, rendeva l’aria irrespirabile. «Un uomo decapitato», è stato il primo allarme. Perché quello scenario, probabilmente, non aveva dato possibilità a chi aveva aperto la porta di farsi un quadro esatto della situazione. Una ricostruzione più precisa, riconducibile a un suicidio, è arrivata dopo i rilievi dei carabinieri della compagnia di Monterotondo, coordinati dal tenente Danilo Passi, intervenuti dopo l’allerta: il cinquantaduenne, secondo una primissima valutazione, avrebbe compiuto il gesto estremo almeno una decina di giorni fa.
Trovato morto in casa dopo dieci giorni: il corpo era decapitato
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