Truffa dello specchietto alla rotonda di Arzano, fermato dopo la denuncia alla polizia

Fermato dagli uomini del commissariato di Secondigliano (diretto dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito). Fermo poi convalidato dal gip di Nola. Carlo Piccolo, 31enne di Pomigliano d’Arco, è ritenuto autore di un’estorsione effettuata, insieme ad un complice, con la classica ‘tecnica dello specchietto’. Lo scorso 24 luglio una persona si è presentata presso il commissariato di Corso Secondigliano per denunciare un’estorsione subita da due individui che, fingendo di aver subito un danno alla carrozzeria della loro vettura, hanno preteso, con la minaccia di una pistola, di essere risarciti della somma di 320 euro che la vittima ha prelevato da un bancomat. Secondo quanto denunciato dalla vittima Piccolo dopo aver ricevuto la somma di 280 euro avrebbe preteso altri 40 euro per il caffè. La truffa è avvenuta sulla rotonda di Arzano, colpi già segnalati da diversi cittadini e dalla nostra testata (leggi qui).

Il raid alla rotonda di Arzano: il fermato è di Pomigliano d’Arco

I poliziotti, profondi conoscitori della zona, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza cittadina e alle descrizioni fornite dalla vittima, hanno rintracciato e bloccato uno dei due uomini nella sua abitazione. Un intervento a picchiata che non ha lasciato scampo a Piccolo che si è visto materializzare dal nulla i poliziotti del commissariato di Secondigliano. Aquile che agguantano la loro ‘preda’. Le indagini, repentine, hanno ricostruito tutto il percorso di vittima e carnefice fino all’identificazione dello stesso. Gli inquirenti sono adesso sulle tracce del complice o dei complici di Piccolo: secondo gli inquirenti ad agire potrebbero essere più batterie che compierebbero in maniera seriale lo stesso tipo di reato scegliendo ciclicamente le aree da colpire.

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Sono numerose le segnalazioni giunte negli ultimi giorni circa i ‘colpi’ messi a segno con la ‘tecnica dello specchietto’. I raid sarebbero frequenti tra via del Cassano e la rotonda di Arzano. Azioni criminose che sfociano in vere e proprie estorsioni con l’automobilista che, una volta costretto ad arrestare la marcia, viene avvicinato dai balordi che l’accusano di aver urtato con la vettura la propria auto danneggiando gli specchietti retrovisori. Molto spesso gli ignari automobilisti sono costretti a sborsare somme di denaro che arrivano anche a diverse centinaia di euro. Solo in pochi hanno deciso di denunciare il tutto alle forze dell’ordine messesi già sulle tracce della banda. Il modus operandi del resto è lo stesso di sempre. Designata la vittima di turno la si convince di aver causato un danno ad un altro veicolo inducendola a risarcire il finto danno con una somma di denaro. Quando le vittime non cedono vengono minacciate a tutti gli effetti con vere e proprie pretese estorsive.

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