Droga nella Napoli bene, arrivano le richieste di condanna nell’inchiesta Tufò

Venti e diciotto anni. Queste le richieste di condanna avanzate dal pubblico ministero per Ciro e Antonio Capasso. Quest’ultimo è proprietario della trattoria gourmet Tufò di via Posillipo. Si chiude dunque il primo capitolo di una vicenda emersa lo scorso febbraio quando la guardia di finanza attraverso il Comando Provinciale di Napoli col supporto dei Comandi di Roma, Salerno, Caserta e Latina, eseguì una ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’inchiesta Tufò

Fra i componenti principali del gruppo proprio Ciro Capasso, già coinvolto in precedenti inchieste sul traffico di droga e indicato dagli inquirenti come vicino ai Contini. Secondo la guardia di finanza Capasso senior, attraverso i traffici di droga, aveva creato un mini impero attraverso una serie di attività legali.

Le condanne

Tra queste anche la trattoria gourmet di via Posillipo, dove si erano tenute anche delle riunioni. A partecipare Capasso, il figlio Antonio e altri membri dell’associazione per accordarsi sull’acquisto di ingenti quantitativi di cocaina. A uno degli incontri, monitorato dal Gico della Guardia di Finanza, aveva preso parte Rosario Lumia. Questo era balzato all’onore delle cronache per essere stato trovato in macchina con 33 chili di cocaina. Oltre i due Capasso sono state avanzate richieste per Vincenzo Caputo e Mariano Ceci a 12 anni, Andrea Aruta a otto anni, Maurizio Ambrosino a 14 anni, Gianmarco Ammendola a 9 anni, Giovanni Costabile a sei anni e Pasquale Catalano a 5 anni.

Per seguire tutte le notizie collegati al nostro sito oppure vai sulla nostra pagina Facebook.