«Tutti pagavano», terremoto nel clan Moccia: i verbali del pentito Puzio

Ventidue anni nel clan che per trent’anni ha fatto il bello e cattivo tempo nella provincia di Napoli. Ventidue anni di malavita racchiusi nei primi verbali che Michele Puzio, ex ras dei Moccia, ha rilasciato ai magistrati. In quelle pagine c’è tutta la storia del clan, i delitti (molti dei quali fin qui irrisolti), il giro delle estorsioni, i legami con i colletti bianchi. Un fiume in piena che travolgerà la mala dell’area nord. Per ora sono sette gli omicidi che l’ex enfant prodige di Luigi Moccia e braccio di Francesco Favella ‘o ceccio ha ricostruito per
gli inquirenti. Partendo dai suoi esordi e dalla storia dei Moccia.

Parla l’ex ras dei Moccia

«Quando ho iniziato a far parte dei Moccia tra il 1998 e 1999 gli esponenti di maggior rilievo erano Francuccio Favella, Enzucio ‘o minorenne, Salvatore Scafuto ma ancora di rango più elevato c’erano Filippo Iazzetta, Antonio Moccia e Luigi Moccia. Queste erano le persone che comandavano ad Afragola in quanto espressione del clan Moccia. Io prendevo solo le imbasciate da Francesco Favella che era responsabile di Casoria e Afragola. Tutte le riscossioni derivanti dalle estorsioni che noi affiliati facevamo le portavamo a loro. I destinatari delle estorsioni erano gli imprenditori nel settore dell’edilizia. Tutte le fabbriche che sono tra Arzano e Afragola. Tutti pagavano. Anche i negozianti. Ai piccoli esercizi commerciali tranne che non si trattava di esercizi o fabbriche con 5/6 operai, in questo caso facevamo le estorsioni».

Il giro delle estorsioni tra Arzano e Afragola

Puzio si è concentrato anche sulle modalità con cui veniva riscosso il ‘pizzo’:«Quando andavo sul cantiere mi accertavo di quanto era l’importo sui lavori e poi chiedevo una percentuale chiudendo l’estorsione. Tutti questi soldi li portavamo a Favella. Quest’ultimo prima pagava i detenuti e gli avvocati e poi noi affiliati in libertà». Anni e anni al servizio fino al grande salto:«Nel 2017 eravamo liberi io e Filippo Iazzetta. I capi del sistema erano Gigino Moccia, Antonio Moccia e Filippo Iazzetta, che ha sposato una sorella di Antonio Moccia, Teresa. Al di fuori di questi, c’era anche Francesco Favella, che era un esponente di spicco del clan, poi c’erano Vincenzo Raucci e, anche se si faceva vedere di meno, Salvatore Scafuto. Queste erano le persone più equilibrate e più importanti dal 1997 ad oggi».

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