Il Napoli ha imposto ancora una volta la dura legge del San Paolo, conquistando la quindicesima vittoria nelle ultime diciassette gare interne e si è confermato più che mai “bello di notte”; con la larga vittoria di ieri sera contro il malcapitato Lecce gli azzurri salgono a dodici vittorie consecutive in notturna. Una squadra-rullo compressore, che non perde in casa addirittura dal 9 marzo; con questi risultati e con un gioco spumeggiante come quello proposto ieri contro i salentini il quarto posto non è affatto un’utopia. Il gruppo Reja ha agganciato provvisoriamente in seconda posizione, a quota 30 punti, il duo Juve-Milan e condivide con l’Inter, per ora, il numero di reti segnate, ben 25. Siamo dunque di fronte a numeri impressionanti, da grande squadra; e soprattutto incoraggia il fatto che il Napoli, squadra giovane, con molti giocatori da poco affacciatisi alla ribalta, possa avere ancora grandi margini di miglioramento. Innanzitutto deve cercare di avere anche fuori casa la stessa mentalità vincente e lo stesso atteggiamento tattico che ha tra le mura amiche e qui deve lavorare molto Reja, a volte eccessivamente prudente, specialmente contro le big del torneo. Il centrocampo avrebbe bisogno di un ragionatore, lacuna che però, va detto, non sta incidendo sulla qualità del gioco, grazie alle invenzioni di Lavezzi, ormai trascinatore indiscusso di questo Napoli e alla spinta dei laterali Maggio e Mannini, quest’ultimo reinventato felicemente come cursore sinistro dal tecnico goriziano. Il Napoli riesce a fare sue le partite grazie al suo gioco elettrico, a volte discontinuo ma letale quando riesce ad attaccare negli spazi coi suoi calciatori veloci e brevilinei. Venendo all’ottimo 3 a 0 rifilato agli uomini di Beretta, si sono rivelate quasi tutte felici le scelte di Reja: bene la difesa, guidata dal sempre pronto Rinaudo e in cui non si è sentita più di tanto la mancanza dell’escluso Santacroce mentre in avanti si è notata finalmente una migliore intesa tra il Pocho e Denis. El Tanque ieri ha segnato il gol che ha chiuso definitivamente la gara, è apparso molto più attivo e volenteroso del solito ma deve migliorare ancora sotto porta; non è paradossale affermare che ieri avrebbe potuto segnare almeno altre due-tre reti, fallite per desiderio di strafare. Gli azzurri hanno vinto largamente e con merito mentre il Lecce ha disputato un discreto primo tempo ma senza pungere troppo dalle parti di Iezzo, per poi scomparire o quasi nella ripresa, soggiogato dal gioco arioso dei padroni di casa. Beretta ha disposto i suoi con un 4-3-1-2, con Schiavi-Esposito improvvisata coppia centrale, Caserta sul centro-sinistra e Giacomazzi trequartista alle spalle di Tiribocchi e Castillo. Il Lecce ha pressato molto a centrocampo ma ha pagato l’azzardo di schierare la difesa molto alta, regolarmente trafitta dai micidiali scatti degli imprendibili Lavezzi e Maggio. Il Napoli ha così potuto giocare il calcio che preferisce, col suo 3-5-2 che diventa una macchina perfetta quando può contare su laterali che spingono come forsennati e i tre mediani pronti a rubar palla e a inserirsi, come hanno ben dimostrato Hamsik prima e Pazienza poi, che ha rilevato lo slovacco. Ottima anche la condizione fisica dei partenopei che, come spesso è accaduto nelle ultime uscite, crescono progressivamente nel corso della gara, fino a disputare degli ottimi secondi tempi. Uniche note stonate di una serata quasi perfetta le ammonizioni dei diffidati Cannavaro e Lavezzi, che salteranno la prossima trasferta contro il Toro dell’ex-Novellino e il guaio muscolare di Hamsik, la cui disponibilità andrà verificata in settimana. Per la Champions comunque perchè non provarci?
AZZURRI AL TERZO POSTO. IL COMMENTO: «NAPOLI ORA PUOI DAVVERO SOGNARE»
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