HomeSport«CONTRO IL TORO SCONFITTA MERITATA», MAL DI TRASFERTA MA NON SOLO

«CONTRO IL TORO SCONFITTA MERITATA», MAL DI TRASFERTA MA NON SOLO

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L’ottimo 2008 del Napoli si chiude ingloriosamente all’Olimpico di Torino, con una meritata sconfitta contro un Toro grintoso ma tutt’altro che trascendentale. Gli azzurri hanno giocato decentemente solo nella prima mezzora, esibendo un calcio ordinato ma tutto sommato scolastico, senza guizzi né verticalizzazioni, lasciando progressivamente campo ai granata, che hanno poi dominato nella ripresa. Troppo pesanti si sono rivelate le assenze di Hamsik e Lavezzi; senza quei due il Napoli diventa una squadra fin troppo “normale”. Reja ha optato per Rinaudo al centro della difesa, in sostituzione di Cannavaro e la coppia Denis-Zalayeta in avanti; a centrocampo Blasi ha agito da schermo difensivo, con Pazienza e Gargano ai lati, quest’ultimo con compiti di incursore alla Hamsik. Novellino, dopo il bruciante esordio contro il Bologna (sconfitta esterna per 5 a 2), sceglieva invece il suo classico 4-4-2, con Abate e Rubin esterni di centrocampo. La svolta del match si è avuta proprio con l’infortunio del succitato Rubin, che è stato rilevato da Rosina al 23′; con il fantasista ex-Parma a destra e Abate a sinistra, il Torino ha ben presto cominciato a macinare gioco, dopo un avvio in cui sembrava confermare tutti i suoi attuali limiti. Il vantaggio del Toro nella ripresa è stato dunque logico ma più di tutto ha irritato la mancanza di reazione del Napoli, che è apparso smarrito e deconcentrato, senza una vera guida e con il solo Russotto, entrato al posto di Pazienza, che ha provato a smuovere le acque ma senza gran costrutto. Per il Napoli quarta sconfitta consecutiva lontano dal San Paolo, che costa l’arretramento dalla terza alla quinta posizione in classifica. Mal di trasferta, assenze illustri, interpretazione tattica della gara non eccelsa da parte di Reja: questi i tre motivi principali dell’ennesima debacle esterna. Gli azzurri hanno patito oltre misura la mancanza degli inserimenti senza palla di Hamsik e delle accelerazioni di Lavezzi; aggiungiamoci la giornataccia di Maggio, il peggiore in campo, ottimamente imbavagliato da Ogbonna e l’infelice assortimento del duo Denis-Zalayeta e la sconfitta è presto spiegata. La sola nota positiva è stata l’eccellente prestazione di un Contini formato-Nazionale, sempre puntuale in tutte le chiusure. Il Napoli ha pagato dazio a centrocampo, soffrendo la verve di Dzemaili e Rosina, padroni assoluti del gioco e palesando le solite difficoltà di filtro, con il trio Pazienza-Blasi-Gargano che non è riuscito ad impostare uno straccio di azione, specie nel secondo tempo quando occorreva spingere. Gargano ha deluso su tutta la linea in veste di vice-Hamsik ma ancora una volta ha colpito l’incapacità di Reja di cambiare efficamente l’assetto tattico in corso d’opera. E’ assolutamente necessario mettere in discussione l’intoccabilità del 3-5-2, vero totem del tecnico goriziano, almeno in trasferta; è uno schema al quale il Napoli deve tante soddisfazioni, ideale per un giocatore come Hamsik, che può sfruttare alla grande la sua capacità di inserimento ma nella partita di ieri non aveva alcun senso. Con due punte centrali e piuttosto statiche come Denis e Zalayeta, si poteva provare il 4-4-2 oppure uno schema che prevedesse l’innesto di Bogliacino e Russotto, bravi in fase di rifinitura, dietro una prima punta. Purtroppo Reja non ama molto sperimentare varianti tattiche e in questo modo il Napoli diventa prevedibile ed involuto. Il 3-4-3 visto nella ripresa, con Russotto e Zalayeta sulle ali, non ha fatto nemmeno il solletico alla difesa granata, tra l’altro perforata nove volte nelle ultime due gare. Forse anche il troppo parlare della Champions ha nuociuto; meglio l’Uefa come obiettivo stagionale, così come indicato da Marino poi quello che verrà in più, tanto di guadagnato. La classifica rimane comunque buona, col quinto posto, subito dietro le grandi; ma se si vuole fare il tanto atteso salto di qualità non sarebbe male esporre un cartello, approfittando del mercato di riparazione: CERCASI REGISTA (e magari un po’ di personalità in più).

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