Sempre più Dottor Jackie e Mister Hyde. E’ il Napoli formato trasferta, che mette in scena il suo “alter ego” negativo, il suo “doppio” irriconoscibile lontano dal San Paolo, dove gli azzurri hanno collezionato soltanto otto dei trentatrè punti in classifica. L’ennesima giornataccia in giro per l’Italia, si consuma al “Bentegodi”di Verona, sponda Chievo. I gialloblu del tecnico Di Carlo, ultimi in classifica, passano grazie a due rigori di Marcolini, al Napoli non basta Lavezzi, da rivedere la direzione di Farina.
Il primo tempo è un monologo dei padroni di casa che presentano il tandem Esposito-Pellissier in avanti; il centrocampo a quattro è composto da Luciano,Rigoni, Pinzi e Marcolini, davanti al portiere Sorrentino, Di Carlo deve inventarsi una difesa senza tre titolari: Moro,Mantovani e Mandelli, sotituiti da Frey,Morero, Scardina e Yepes. Proprio quest’ultimo crea il primo brivido dopo appena 8′: il colombiano svetta di testa su un cross di Luciano, incontra il miracolo di Gianello-in campo per il forfait di Iezzo- poi sulla respinta ribadisce in gol: tutto inutile. L’arbitro Farina annulla per un fuorigioco millimetrico. L’unico tentativo del Napoli è una rovesciata di Denis al 20′ che finisce larga sul fondo. La partita la fa il Chievo, affamatissimo, pressa su ogni pallone non concedendo nulla agli avversari e alla mezz’ora si trova meritatamente in vantaggio: ingenuo Contini a trattenere Pinzi in area su un traversone di Scardina dalla sinistra, Farina indica il dischetto, l’esecuzione di Marcolini è da manuale, 1 a 0.
Gli ospiti non si scuotono nemmeno dopo lo svantaggio e rischiano dopo 5′ di capitolare nuovamente, è bravo Gianello ad opporsi sull’insidioso destro di Pellissier.
Nella ripresa cambia la storia della partita, più vivace ed emozionante, ma la trama è sempre favorevole al Chievo.
All”8 arriva il pareggio del Napoli: Hamsyk scambia con Lavezzi, l’argentino si destreggia in area con la sua velocità, palla sul sinistro e diagonale che Sorrentino sfiora soltanto. Ma il Napoli riesce a mettersi nuovamente nei guai da solo, Hamsyk protesta dopo un fallo subito da Lavezzi, probabilmente lo slovacco dice qualche parolina di troppo all’arbitro Farina che senza scrupoli lo espelle. La partita inizia a farsi nervosa, Farina ammonisce ad ogni intervento, alla fine saranno otto i cartellini gialli sventolati dall’arbitro genovese. Al 17′ Reja richiama Denis in panchina per Zalayeta. Basta poco al “panteron” per rendersi pericoloso, la sua zampata in mischia incontra però un Sorrentino super che con la mano di richiamo devia in corner. Un minuto dopo l’arbitro ristabilisce la parità numerica mandando sotto la doccia Morero per doppia ammonizione,ma il secondo fallo del centrale veronese su Zalayeta non è affatto da giallo! Al 28′ Farina fischia il secondo rigore al Chievo per un intervento di Rinaudo sul neo entrato Bentivoglio- in realtà è il giocatore del Chievo a far fallo sul difensore azzurro- penalty inesistente, dunque, che Marcolini, sempre lui, trasforma ancora. Reja al 30′ si affida alla verve di Russotto che sostituisce Vitale. Cinque minuti dopo gli azzurri reclamano per una spinta di Scardina su Maggio nel cuore dell’area dei padroni di casa, la dinamica è simile a quella che ha portato al primo rigore del Chievo, ma stavolta Farina lascia correre. Al di là degli errori del direttore di gara, il Napoli non punge, rischia il 3 a 1, ma Langella si incarta sull’invitante assist dell’ottimo Esposito, nel recupero Lavezzi sfiora il pareggio, il suo sinistro, dopo aver superato Yepes scheggia la traversa e si impenna. Troppo poco per un Napoli che sogna la Champions; gli azzurri non approfittano del k.o. della Fiorentina a Milano, ma sopratutto abbandonano il quarto posto a vantaggio del Genoa, grazie al successo del grifone a Lecce.
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