Per questo Napoli-Atalanta Donadoni aveva chiesto una svolta. Voleva una vittoria, dopo tre pareggi consecutivi e dunque il ritorno al gol in casa, visto che l’ultima rete al San Paolo era stata di Maggio a febbraio contro il Bologna; voleva quel gioco intravisto a sprazzi contro la Sampdoria e quel carattere che aveva fruttato una quasi-vittoria contro il Milan. Non ha ottenuto nulla di tutto ciò. Ne è uscito fuori solo uno zero a zero, tra i più grigi ed incolori della storia. Occasioni da rete, gioco, grinta inesistenti. Alcuni giocatori che sembravano in progresso sono stati un pianto totale, in primis l’enigma Marek Hamsik. Lo slovacco, a cui Donadoni aveva affidato le chiavi del centrocampo, autore di ben due assist domenica scorsa, non è praticamente mai sceso in campo. Cosa fare per questo ragazzo, quest’anno troppo spesso svogliato ed abulico? Ora diranno che ha in testa la Juve, che non ha più stimoli in questo piccolo Napoli ma forse lui per primo dovrebbe dare qualcosa in più, per meritare lo status di grande giocatore. Lavezzi, al rientro, si è infilato in una prestazione senza capo nè coda, all’insegna della totale anarchia tattica. Anche dall’argentino ci si aspettava qualcosa in più quest’anno; nel girone d’andata è stato fantastico anche se, come suo solito, ha segnato pochino poi però, venuta meno la condizione atletica, è crollato come tutta la squadra ed oggi appare quasi una zavorra. Donadoni dovrà lavorare molto su di lui ed insegnargli i movimenti della vera seconda punta, o terza nell’ipotesi di un futuro 4-3-3, con l’argentino ed un’ala alla Camoranesi sulle fasce. Per il resto Navarro ha confermato, anche senza fare errori, che lui, di staccarsi ogni tanto dalla linea di porta, non vuol proprio saperne; Santacroce, nel suo campionato-encefalogramma, ha giocato ieri con grande concentrazione, al contrario della gara di Genova mentre a Zalayeta chiedete tutto, sponde, assist ma mai reti. Dàtolo, subentrato ad Hamsik, dopo un avvio promettente si è spento, sbagliando la misura di quasi tutti i passaggi e sprecando una grande occasione per chiarire l’utilità del suo acquisto. L’unica cosa interessante del pomeriggio si è sentita alla fine, con le dichiarazioni post-partita di De Laurentiis. Il presidente ha promesso tre acquisti, difensore, regista e centravanti e ha detto, forse poco cavallerescamente, che fosse dipeso da lui avrebbe mandato via mezza squadra, dopo la promozione dalla B. Ed allora perchè non l’ha fatto? Forse è Marino l’unico e solo deus ex machina? Dispiace dirlo ma questo per il Napoli appare sempre più come un anno buttato. Naturalmente il problema non era solo Reja anche se la sua squadra non aveva gioco. Campagna acquisti e preparazione atletica sono state a dir poco sballate; le lacune della rosa non sono state minimamente colmate mentre fisicamente la squadra è partita a razzo per poi spegnersi a dicembre, senza che venisse fatto alcunchè per recuperare il gap di corsa e di resistenza rispetto alle altre. Roberto Donadoni cerca di fare quello che può col materiale a disposizione, assai modesto in verità. La lieve ventata di novità portata dal suo arrivo sembrerebbe già sopita, almeno a giudicare dal grigiore di questa gara. La grigliata settimanale a base di asado e mate forse ha ricomposto la frattura tra italiani e sudamericani; ma il gioco e la qualità non si possono di certo improvvisare. Nell’Atalanta Garics ha fatto un figurone e si candida per un possibile ritorno alla base mentre Floccari si è mosso piuttosto bene. Si ripartirà da loro? Sacrosanta la decisione di devolvere l’incasso della partita a favore delle famiglie abruzzesi colpite dal terremoto. Un bagliore di umanità in un anonimo sabato pre-pasquale.
SPORT – CALCIO. NAPOLI : UNA PASQUA ANONIMA E LE PROMESSE DI DE LAURENTIIS
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