HomeSportCALCIO. SERIE A: AZZURRI GARA NOIOSA, L'IMPERATIVO E': «RIPARTIRE DA ZERO»

CALCIO. SERIE A: AZZURRI GARA NOIOSA, L’IMPERATIVO E’: «RIPARTIRE DA ZERO»

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Coraggio, è quasi finita. Lo strazio del più brutto girone di ritorno mai visto sta per volgere alla conclusione. La partita di Catania è stata soltanto una delle tante immagini della disgraziata stagione del Napoli. Gara scialba, noiosa, giocata scolasticamente da entrambe le squadre, “ravvivata” da un marchiano errore arbitrale e poi suggellata da una prodezza avversaria. In questo piccolo, debole e sfortunato Napoli, ora come ora, non si riesce a trovare una sola cosa da salvare. Motivi di ottimismo zero. Squadra alla deriva, società che gioca a nascondino e custodisce i più oscuri misteri attorno alle ormai innumerevoli sconfitte. Cos’è successo da gennaio in poi a questi giocatori? Perchè Marino non concede mai spiegazioni e lascia il compito di esternare al solo De Laurentiis? Il patron ieri si è regalato il più amaro dei compleanni. Non era certo così che immaginava di festeggiare i suoi 60 anni. Anche Donadoni, va detto, ci sta mettendo del suo. Il suo bilancio come traghettatore in vista della prossima stagione è fallimentare. Dieci partite, dieci formazioni diverse e una sola vittoria. Un’insistenza inspiegabile sul vetusto 3-5-2 e nessuna novità tattica. Qualche giocatore è stato rivalutato, come Pià, altri sono rimasti nell’oblìo come Russotto, altri, pur giocando a volte discretamente, non hanno ancora chiarito la loro ragion d’essere (leggi Dàtolo). Vediamo, punto per punto, cosa bisogna fare per rilanciare il progetto-Napoli.
Innanzitutto, bisogna costruire un nuovo organigramma societario. Il presidente deve investire cospicuamente, sia potenziando il club nella sua struttura sia rinforzando una squadra che ha bisogno di essere ricostruita sin dalle fondamenta. Si faccia coadiuvare da una rete di osservatori e talent scout che scandaglino i più importanti mercati internazionali e non solo quello argentino. Il vivaio torni ad essere serbatoio di talenti; almeno due-tre giocatori della Primavera devono poter esordire con la prima squadra ed essere presi in considerazione per la composizione dell’organico. Pierpaolo Marino è stato appena riconfermato a peso d’oro; la sua esperienza non si discute ma certi errori tecnici non saranno più ammessi. Dovrà essere affiancato da un responsabile marketing, che studi il modo migliore per far fruttare il marchio-Napoli, in modo da reperire preziose risorse finanziarie e da un team manager, che sia intermediario tra il club e i giocatori. In questo senso il nome del vecchio guerriero Bruscolotti appare una garanzia, anche per vigilare sulla vita non proprio da atleta di alcuni azzurri.
Capitolo squadra. Va formata una spina dorsale; il Napoli è scoperto in modo imbarazzante nei ruoli-chiave. Serve un nuovo portiere che dia sicurezza al pacchetto difensivo. Navarro alterna buoni interventi ad errori da oratorio; vista la giovane età, potrebbe essere mandato in prestito in qualche club di fascia media o all’estero. I difensori in organico sono appena sufficienti, tolto Santacroce, reduce però da un campionato mediocre; serve come il pane un centrale esperto, che guidi la difesa con autorevolezza. A centrocampo lo sanno anche i sassi che manca il regista; ma pure sulle fasce scarseggia la qualità, visto che Maggio eccelle solo negli inserimenti offensivi e Mannini è ancora un cavallone indisciplinato. Si chiarisca il modulo di gioco, soprattutto per capire in che ruolo dovrà giocare Hamsik; lo slovacco non è nè un mediano nè un regista, va costruito un reparto compatibile con le sue caratteristiche altrimenti non è impensabile una sua cessione, purchè frutti denaro utile per la rifondazione. In attacco solo Lavezzi merita la riconferma ma solo per via dell’ottimo girone d’andata disputato; serve un bomber già affermato ed in questo senso Quagliarella si fa preferire ad Acquafresca che oltretutto, come Floccari, sta tentennando fin troppo nell’accettare le sirene azzurre.
Anche per Roberto Donadoni il prossimo sarà il campionato della verità circa il suo reale valore; i suoi primi mesi napoletani hanno deluso, pensi ora a cooperare con la dirigenza per costruire un team competitivo per un posto in Europa. Troppe sono state le delusioni, le reticenze, le bugie raccontate ai tifosi; la cosiddetta fase-due dovrà aprirsi nel segno della chiarezza e dell’efficienza. Il futuro è già adesso.

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