Il Giro d’Italia del Centenario arriva in Campania, con il Vesuvio che, domani, potrebbe essere decisivo per assegnare la vittoria finale. Tre le tappe: si comincia oggi con la Sulmona – Benevento, preludio al secondo appuntamento, la Avellino – Vesuvio, tappa per scalatori ed in fine il grande appuntamento di festa con la partenza da Napoli, rotonda Diaz, con tanto di carosello dei ciclisti per il centro ed il lungomare, per poi a vedere l’inizio della corsa vera e propria da Bagnoli fino al passaggio lungo la Domitiana, per Licola, Varcaturo, Castelvolturno e la successiva conclusone ad Anagni, nel Lazio.
E, come nelle previsioni degli esperti, potrebbe essere proprio l’ascesa verso il Vesuvio la tappa in cui l’ultimo sfidante dell’attuale Maglia Rosa, Denis Menchov, l’abruzzese Danilo Di Luca potrebbe tentare l’attacco decisivo per aggiudicarsi la vittoria finale sul traguardo di Roma.
Attualmente in classifica generale, infatti, il russo Menchov conserva solo 26’’ di vantaggio sull’italiano che in una salita dura come quella del Vesuvio sono come un battito di ciglia. Certo dunque che Di Luca tenterà, durante i tredici chilometri che vanno da località S. Vito (Ercolano) fino alla cima del piazzale dell’Osservatorio di metter tra se e il suo avversario un vantaggio tale da consentirgli di limitare i danni nella cronometro di Roma, favorevole sulla carta a Menchov, che si correrà domenica.
Per questo cresce l’attesa e si mettono a punto tutti gli appuntamenti di una organizzazione quasi perfetta che non può lasciare spazio alle sbavature. Grande la pressione sulle autorità, sui comuni coinvolti nel passaggio della corsa che devono garantire, naturalmente, il massimo dell’efficienza per chiudere le strade senza però negare agli appassionati la possibilità di vedere dal vivo, anche se per pochi secondi, i propri beniamini.
Proprio sulla grande passione sportiva e sul calore dei napoletani che conta l’organizzazione che, nel Giro del Centenario, ha voluto toccare quasi tutte le grandi città italiane, garantendo a Napoli ed alla sua provincia una visibilità unica, persino decisiva dal punto di vista agonistico.
Oltre alla temibile ascesa del Vesuvio, molto significativa è la tappa di sabato 30 maggio che partirà da Napoli e dopo un breve circuito per le strade del centro storico ed il lungomare, passerà per la Domitiana.
Proprio il passaggio lungo questa strada assume un significato che va oltre lo sport. Il tracciato fu deciso all’indomani del feroce assassinio di cinque africani nel negozio di barbiere al km 43 della Domitiana. A quell’omicidio, era il 18 settembre 2008, seguirono giorni di tensione in cui proprio la dorsale lungo la quale si sviluppa l’intero abitato di Castelvolturno sembrava diventato di colpo un luogo da guerra civile.
Oggi, dopo i giorni della grande attenzione mediatica, di quell’eccidio non se ne parla più e Castelvolturno sembra tornata alla solita vita di sempre, alle mercé di tutto e di tutti, nella terra di nessuno.
Ebbene sabato, quei luoghi, quei fatti, quella gente, bianca e nera, italiani ed africani, che fanno della fatica l’essenza del loro vivere, saranno attraversati dalla carovana festosa dello sport della fatica per eccellenza, il ciclismo.
Le vite di quei cittadini, regolari e clandestini, si incroceranno per pochi secondi con l’evento sportivo nel quale Napoli e la sua provincia cercano un motivo di riscatto, quel riscatto che a quella terra è tutt’ora negato.
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