E’ stata la notte di Fabio Quagliarella. Due reti più una fantastica “maradonata” in avvio di gara che meritava il gol. Ma anche la notte che squarcia il velo su tanti, troppi equivoci tattici. Siamo sicuri che il 3-5-2 sia ancora lo schema migliore per questa squadra? La difesa, imperniata, per così dire, sul ruvido Cannavaro, convince nel solo Campagnaro, uno che sembra giocare a Napoli da sempre. Gli esterni sono un rebus. A sinistra mancano specialisti, Dàtolo gioca molto bene per una ventina di minuti poi scompare, vittima della sua scarsa resistenza atletica. A destra Maggio è stato dato per risorto troppo presto e per recuperare lui si sta già bruciando Zuniga, fin qui impiegato part-time e fuori ruolo. L’avvio di Cigarini è promettente, favorito dai ritmi bassi della gara ma il Professore, come lo chiamavano a Parma, per ora è ancora troppo timido e compassato per diventare il fulcro di questo Napoli. Si attendono novità dal mercato, che chiude stasera alle 19, per completare una squadra che rischia di essere la bella incompiuta del torneo. Terzino sinistro e centrocampista “fisico” appaiono una necessità quasi vitale ma arriverà davvero qualcuno, dopo gli oltre cinquanta milioni spesi (in maniera non oculatissima) quest’anno? Se il Napoli rimane così com’è, Donadoni ha il compito di pensare a soluzioni alternative. A Reja si rinfacciava giustamente l’eccessiva dipendenza dal suo amato 3-5-2. Per il tecnico di Cisano, l’insistenza su questo modulo da cosa è motivata? E’ uno schema che ha un senso quando hai laterali bravi a spingere ed andare sul fondo, quando hai centrocampisti bravi a scaricare il gioco sulle fasce ed inserirsi in avanti, tutte cose che al momento, inserimenti a parte (leggi Hamsik), latitano. Non sarebbe male provare una difesa a 4: Zuniga giocherebbe nel suo ruolo naturale mentre sull’altra corsia, se non arriva nessuno, Aronica può essere una buona soluzione. Da metà campo in su Hamsik può fare tranquillamente il trequartista. In avanti, le magie di Quagliarella rimangono negli occhi e fanno capire che almeno l’uomo-gol il Napoli l’ha trovato. Occorre ritrovare invece il miglior Lavezzi. Confusionario, anarchico, quasi mai efficace nell’uno contro uno, cos’ha questo ragazzo? E’ solo una questione atletica o anche psicologica? In attesa di capire se i malumori e le scappatelle estive sono realmente alle spalle, Donadoni è atteso da un grosso lavoro tattico sull’argentino. Il Pocho deve imparare i movimenti della seconda punta, essere più concreto e migliorare il tiro. Non ha di questi problemi lo slovacco Hamsik, tecnica sopraffina e freddezza da campione, come dimostra lo slalom del 2 a 0. Quando eliminerà dal suo repertorio le lunghe pause in cui si estranea dal gioco, allora il Napoli avrà un centrocampista di livello mondiale. Non di livello ma di quantità è stata invece la prestazione del Livorno, a cui a lungo la banda Donadoni ha lasciato il pallino del gioco. Candreva in regia il migliore dei suoi, tiri da fuori inclusi, che hanno messo a nudo qualche incertezza di De Sanctis. Pressing alto, squadra corta, compatta nel muoversi all’unisono in avanti come in copertura. Napoli dal canto suo che non ha ripetuto la bella e sfortunata prestazione di Palermo. Occorrerà chiarezza di intenti d’ora in poi; la società regali all’allenatore gli ultimi rinforzi di cui necessita e Donadoni provi a sperimentare qualcosa di diverso. Si è costruito un bel Napoli, anche se incompleto; non trovare la quadratura del cerchio sarebbe un crimine imperdonabile.
CALCIO, SERIE A: IL FATTORE ”Q” IN UN NAPOLI ANCORA INCOMPIUTO
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
ARTICOLI CORRELATI
PUBBLICITÀ

