La seconda sconfitta del campionato si consuma a Genova, dove il Napoli perde ormai da tre anni a questa parte. A Marassi contro il gemellato grifone è un disastro! Dopo l’iniziale vantaggio del solito Hamsik, il Genoa travolge gli azzurri. Finisce 4 a 1.
Formazioni. Nel Napoli tre novità importanti: sulla fascia sinistra non ci sono nè Zuniga nè Datolo entrambi in tribuna, Donadoni sceglie Aronica come quinto di centrocampo. Sulla mediana il ct bergamasco lascia Gargano in panchina con Pazienza al fianco di Cigarini, ma l’assenza più rilevante è quella di Lavezzi a cui Donadoni preferisce Pià. Nel Genoa, Gasperini ha a disposizione per la prima volta in campionato Floccari e Crespo, con il primo titolare e il secondo in panca con l’altro argentino Palacio. Davanti ad Amelia tre difensori: Sokratis, Biava e Moretti; a centrocampo Rossi, Zapater, Milanetto e Criscito; il tridente d’attacco affidato a Sculli, Mesto e Floccari appunto.
Ritmi da subito intensi, il primo acuto è dei padroni di casa con Sculli che di testa spreca malamente un cross di Mesto. Il Napoli comincia a carburare ed è pericolosissimo al ’18: Quagliarella prova la sforbiciata in area, il tiro diventa un assist per Pià che da centro area controlla di destro e batte a volo di sinistro, Amelia fa buona guardia.
Genoa in dieci e Napoli in vantaggio. Al ’28 Criscito fa fallo su Maggio, Tagliavento chiama la punizione a favore del Napoli ma il difensore rossoblu manda a quel paese l’arbitro che lo espelle direttamente. Così il Napoli in superiorità numerica si fa ancora più spavaldo, al ’42 Quagliarella inventa il filtrante per Hamsik, l’ inserimento dello slovacco è perfetto, dribling su Amelia e palla nel sacco.
Rosso Campagnaro e Pari Genoa. Nel sesto minuto di recupero del primo tempo, un lancio dalle retrovie dei padroni di casa trova impreparato il Napoli, De Sanctis non esce dalla porta per prendere un pallone di sua competenza, Campagnaro “cincischia” , Sculli si inserisce e frana sull’argentino del Napoli, inspiegabilmente Tagliavento assegna il rigore al Genoa ed espelle Campagnaro per fallo da ultimo uomo. Floccari trasforma. 1 a 1.
Due, tre e quattro. Nella ripresa Gasperini subito opta per un cambio, fuori un nervosisssimo Sculli per Palacio. Al 10′ prima doccia fredda per il Napoli. Amelia con un rinvio pesca Mesto sulla fascia, l’ex Reggina supera Cigarini, si accentra e dalla trequarti azzuri scaglia un destro potente e preciso che coglie si sasso De Sanctis. 2 a 1. Donadoni subito dopo si decide a cambiare, dentro Lavezzi per Pià e Gargano per Cigarini, nel Genoa entra Crespo per Floccari. La musica non cambia, al 20′ Rossi pennella per Zapater, lo spagnolo di testa esalta De Sanctis che si supera. Passano dieci minuti, Contini crolla sulle finte di Palacio, palla per Crespo solo davanti a De Sanctis….è il 3 a 1. Il Napoli non c’è più. Al 43′ Palacio cade in area, Tagliavento assegna un altro rigore al Genoa e lascia il Napoli il nove per l’espulsione di Aronica, Kharja appena entrato, spiazza De Sanctis. Cala il sipario.
Processo Donadoni. Il tecnico è tra i maggiori colpevoli della sconfitta . In primis perchè lascia Gargano e sopratutto Lavezzi in panchina. Il forfait dei sudamericani è causa dei voli trans-oceanici per le partite disputate in settimana con le rispettive nazionali in virtù delle qualificazioni ai Mondiali. Poche ore prima però, l’Inter di Mourinho era scesa in campo zeppa di nazionali sudamericani, vedi Milito, Zanetti, J.Cesar e Maicon che pure avevano giocato in settimana con Argentina e Brasile. Senza Lavezzi, Donadoni ha mandato Denis in tribuna e dimenticato Hoffer in panchina, per presentarsi a Marassi con il gracile seppur volenteroso Pià, magari un attestato di stima per colui che nel finale della passata stagione aveva dato un pò di gratificazione al tecnico segnando qualche gol, ma a Napoli bisogna vincere, e Pià rimane pure sempre Pià, con tutto il rispetto. Poi perchè sull’uno a zero con il Genoa in dieci, l’ex ct della Nazionale pare si sia accontentato, invece di mettere k.o. il grifone che era in bambola, magari inserendo uno che li davanti- è inutile girarci intorno- crea scompiglio e timore negli avversari….Lavezzi!! Il 3 a 1 di Crespo è arrivato a più di un quarto d’ora dalla fine. Il calcio è bello per questo, le partite si possono cambiare, capovolgere e stravolgere, con la logica ovviamente. Donadoni ha osservato invece il suo Napoli andare alla deriva senza nemmeno tentare l’assalto finale per strappare- chissà – almeno un punto. Serviva un’altra punta, c’era Hoffer, si sempre lui….fermo in panchina, Donadoni pare se ne sia davvero dimenticato!
Spaventoso Tagliavento. Ne ha combinate di tutti i colori. Ha praticamente rovinato il match di Marassi. L’espulsione di Criscito ci sta, perchè a norma di regolamento! Poteva magari chiudere un occhio, anzi forse era meglio che lo chiudeva perchè da lì si è scatenato l’inferno. I genoani e tutto Marassi protestavano una volta si e un’altra pure convinti di aver ricevuto un’ingiustizia, Tagliavento è andato in tilt! E’ incommentabile l’espulsione di Campagnaro e il rigore dato al Genoa. Lì il fallo è di Sculli e tutto Marassi l’ha visto! A inizio ripresa non manda sotto la doccia uno sciagurato Contini già ammonito che manda a gambe elevate Mesto, era da ammonizione almeno. Clamorosa anche la svista del secondo rigore dato al Genoa, Palacio si lancia da solo a volo d’angelo in area azzurra…roba da Jackie Chan! Scandaloso!

