Nella notte del San Paolo il Napoli inscena il suo film più bello. Il produttore è ovviamente De Laurentiis, il regista Mazzarri, gli interpreti gli azzurri in campo. Un’escalation matta e disperatissima di emozioni, errori e reti all’ultimo soffio. Si parla ormai di zona-Napoli o zona-Mazzarri. Di certo il rivitalizzato Ciucciariello non muore mai. Ancora tante le cose da registrare ma grinta, motivazioni e ardore sono già da grande squadra.
La gara col Milan era iniziata sotto pessimi auspici. Dopo 6 minuti azzurri sotto di due reti. Un remake, tanto per restare in ambito cinematografico, del film dell’orrore girato a San Siro con l’Inter. Mazzarri, complici assenze e disposizione tattica degli avversari, schiera la difesa a 4. Ma proprio i difensori lo tradiscono, sbagliando inizialmente tutti i movimenti e facendosi cogliere impreparati dalle scudisciate improvvise di Inzaghi e Pato. Il Napoli di un mesetto fa si sarebbe liquefatto, questo no. Il Milan fraseggia a centrocampo con i suoi esteti, gli azzurri provano a riorganizzarsi. Alle spalle di Quagliarella, si muove il trio Maggio-Hamsik-Lavezzi. A turno i tre provano a far male alla difesa rossonera, che può contare su un Dida-Sant’Ambrogio, lontanissimo parente del “paperone” di tante notti europee. Mazzarri in panchina si agita come un tarantolato. Quasi vorrebbe scendere in campo, a fare triangolazioni con Lavezzi e Hamsik. Pian piano il Napoli cresce. A fine gara avrà collezionato la bellezza di 20 tiri. La difesa prende coraggio col passare dei minuti, dopo un avvio da incubo. Grava, ex-Casertana, si toglie lo sfizio di cancellare dal campo il molto ex-Pallone d’Oro Ronaldinho. Aronica e Pazienza sono tra i più trasformati dalla cura-Mazzarri. Gargano sembra addirittura aver messo ordine nel suo gioco. Tanto movimento in campo, accelerazioni e tagli in verticale ma una preoccupante incapacità di concretizzare. Questo lo specchio della partita del Napoli, che ci prova con Maggio, Lavezzi, Quagliarella. Hamsik svaria da un fronte all’altro ma nemmeno lui riesce a far male al tiro. Il tecnico azzurro decide allora di buttare nella mischia Dàtolo, Cigarini e Denis. Gli va tutto bene, al mago Mazzarri. Azzecca pure i cambi come quasi mai avevano fatto i suoi predecessori Reja e Donadoni.
Gli ultimi 5 minuti sono da attentato ai cardiopatici. Prima Cigarini pesca da fuori area il jolly. Siluro al volo su rinvio della difesa milanista e palla nel sette. Improvvisamente tutto si rianima. Il meraviglioso pubblico del San Paolo spinge i suoi beniamini verso la meta. Minuto 92: Cigarini serve Hamsik, che di prima tocca per Maggio. L’ex-doriano controlla e pennella un cross al bacio. A centro area c’è Denis. El Tanque decide che è il momento di far sua la massima di Cassius Clay. Vola come una farfalla e pungi come un’ape. Capocciata a sovrastare Thiago Silva e palla in rete. De Laurentiis non ci credeva più, era lì lì per andarsene, quando arriva il più bello, il più sofferto, il più inaspettato dei regali. Il Napoli ha completato la sua mutazione. E’ ora una squadra di temperamento. Combatte animato dal sacro furore agonistico e crea occasioni su occasioni. Solo in attacco fa ancora fatica. Quagliarella sonnecchia, Lavezzi corre come un ossesso ma sbaglia immancabilmente le conclusioni. Ci pensa Denis, novello Sosa, a togliere le castagne del fuoco. E sabato con la Juve? Appuntamento al prossimo canto della Mazzarreide.
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