Al minuto 26 della ripresa di un tiratissimo Napoli-Sampdoria, su cross dalla destra di Campagnaro, German Gustavo Denis, detto “El Tanque”, decide di salire in cielo e depositare in rete con una tremenda capocciata il gol della vittoria azzurra. Sale, anzi si arrampica Denis e si arrampica tutto il Napoli. Fin lassù, al terzo posto, roba da Champions diretta. Roba da capogiro, da vertigini. A pari punti con una molliccia, tremebonda Juve, che adesso guarda con apprensione alla prossima visita dei Mazzarri-boys, mercoledi per la Coppa Italia. Un’altra, enorme soddisfazione dunque per gli azzurri, giunta al termine di una gara rivelatasi assai complicata, contro una Samp ostica e ben messa in campo. C’è voluta tutta la carica di mago Mazzarri, rimasto letteralmente in maniche di camicia nella ripresa e sempre pronto ad incitare e spronare i suoi. Dai e dai, dopo un primo tempo di marca più genovese che napoletana, è arrivata la testata di Denis a matare il gruppo Del Neri. Napoli a lungo in balia del centrocampo doriano, con Palombo e l’ottimo, promettentissimo Poli (uno da tenere d’occhio) a menare le danze e Cassano che piroettava sulla trequarti provando ad accendere il gioco. In campo c’è una squadra, quella di casa, troppo “lunga”; Gargano e Pazienza giocano quasi a ridosso della difesa e sono costretti più volte al “lancione”, spesso impreciso. Samp che sembra quasi in superiorità numerica ma il Napoli qui e lì dissemina le sue scariche elettriche, con l’ardore di Quagliarella e i tentativi un po’ velleitari di un Maggio stranamente scentrato. Al 20′ si fa male Lavezzi, che si stira in uno dei suoi proverbiali scatti; ne avrà per un mesetto, sembra l’occasione della vita per Denis, sempre utilissimo quest’anno. Ci mette un po’ a carburare, l’ex-Independiente; solo nella ripresa inizia il suo show. Subito in avvio segna ma il guardalinee sbandiera un offside. Tutto il Napoli però è cresciuto; Aronica e finalmente anche Maggio si propongono a sostegno delle punte, la manovra diventa più corale. Cassano lentamente si spegne mentre Pazzini viene costantemente anticipato da un Cannavaro in gran spolvero. La difesa azzurra applica il principio del mutuo soccorso; tutti si danno una mano e quando il singolo sbaglia, subito dietro c’è un compagno pronto a turare la falla. La prodezza di Denis serve a mettere in cassaforte il risultato; Del Neri ci prova inserendo Pozzi e Padalino ma l’attacco doriano non fa troppa paura. E’ la settima vittoria per Mazzarri, quella che proietta definitivamente il Napoli nelle alte sfere. Un’organizzazione difensiva senza sbavature e una grande capacità di sacrificio da parte di tutti mascherano una prestazione non brillantissima ma di grande sostanza. Senza Lavezzi, importante ma raramente decisivo in questo girone d’andata, sarà scontata la promozione di Denis, con Quagliarella largo in appoggio. Altre opzioni offensive potrebbero essere rappresentate da Bogliacino e Dàtolo, il primo come mezzapunta, il secondo come ala sinistra. Non male come parco-scelte. E con un mago in panchina che non sbaglia nulla, tutto diventa possibile. Com’è quella parolina inglese, Champions?
La grinta di Mazzarri, l’urlo di Denis: è estasi azzurra
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