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Quaranta giorni senza il Pocho… e stasera c’è Napoli – Juve

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Quaranta giorni senza di lui, Ezequiel Lavezzi, il pocho, alla terza stagione in A col Napoli. Giunto alle coste partenopee due anni e mezzo fa da semisconosciuto, ora il suo infortunio fa notizia. Distrazione muscolare di primo grado al bicipite femorale sinistro. Semisconosciuto dicevamo; un passato da bambino nelle giovanili del Boca, poi la rottura con il club, e via a fare l’elettricista con il fratello. Ezequiel Ivan Lavezzi torna a tastare i campi da calcio quasi maggiorenne nella terza divisione argentina, con l’Estudiantes di Buons Aires. Il Genoa, nel 2005 se lo prende. Anno della promozione dei grifoni, Lavezzi è pronto per la serie A. Gioca il precampionato con la maglia numero dieci rossoblu, poi il club ligure viene retrocesso in C1 prima dell’inizio del campionato. Illecito sportivo di Preziosi, ed Ezequiel se ne torna in patria. Al San Lorenzo vince il clausura 2007, il Napoli bussa. Arriva in un fastidioso mormorio di incertezze di giornali, radio e tv napoletane. Di lui si vedono solo esultanze esuberanti e si conosce un doppio soprannome che pare ambiguo, “el pocho-loco”, il fulmine pazzo. Lui risponde sul campo. In Coppa Italia contro il Pisa, entra con il Napoli sotto 1 a 0, segna tre bellissimi gol e il mormorio, diventa frastuono… di stupore. Si consacra già alla prima stagione. Diventa l’idolo di tutta Napoli. Il pocho lo vedi fuori, stampato sulle magliette, sugli adesivi dei motorini, e dentro al campo. E’ imprendibile, svaria dappertutto, spirito libero e anarchia. Un fulmine, Napoli gli preserva solo un soprannome, a lui piace perchè dice di non essergli mai piaciuto sentirsi chiamare “pazzo”. In estate il primo tira e molla. Il suo agente Mazzoni vuole un ritocco all’ingaggio o Lavezzi lascierà Napoli. La telenovela dura per un mese e mezzo, poi d’improvviso è tutto apposto, Lavezzi resta. A giorni la firma fino al 2015, con un ritocco sull’ingaggio più premio Champions, l’accordo c’è e i conti tornano. Tre gol nel girone d’andata, ultime prestazioni in chiaro scuro. Forse nell’era Mazzarri gli azzurri si sono tolti anche quest’etichetta: “Napoli dipendente da Lavezzi”. E’ dato di fatto che la banda Mazzarri vince pure senza di lui. Ma Lavezzi è il pocho e di sicuro mancherà a questo Napoli. Già da stasera contro la Juventus in Coppa Italia. Mazzarri svela il tandem, Denis-Hoffer. Iezzo tra i pali, probabile Campagnaro, forse Dossena; per il resto la formazione è un rebus.

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