Juventus e Fiorentina avevano perso, la Roma del redivivo Toni era risalita fino al terzo posto. Occorreva dunque una vittoria al Napoli per consolidare le proprie ambizioni-Champions. Nella serata di un San Paolo stracolmo come al solito, s’impone invece un grigio zero a zero. Il Palermo gioca la sua buona gara, contiene i confusionari attacchi avversari e riparte. Al 20′ riceve un inaspettato regalo dal fiscalissimo Orsato, che concede un penalty assai dubbio ai siciliani. De Sanctis, in serata buffoniana, lo neutralizza e compirà almeno altri due interventi decisivi. Ma il Napoli proprio non gira, mai come stasera si sente l’assenza di Lavezzi, del vero Lavezzi però, non quello fine a sé stesso di troppe gare viste quest’anno. Dossena parte in panca, non c’è ancora il fiato per novanta minuti e Mazzarri schiera più o meno la solita formazione. Manca Campagnaro in difesa ed è un’altra assenza pesantissima. Grava combatte e gioca una gara quasi perfetta, controbilanciata dagli svarioni in serie collezionati da Rinaudo. Sia Napoli che Palermo giocano senza regista, il primo per scelta, il secondo per necessità visto che Liverani ha la febbre alta. Ne esce quindi una partita molto fisica, interessante nel primo tempo, abbastanza scadente qualitativamente nel secondo. Gargano e Pazienza incrociano i tacchetti con Migliaccio e Nocerino, da una parte e dall’altra manca la precisione nei passaggi. I pochi deputati ad accendere la luce, leggi Hamsik, Simplicio, Miccoli, si vedono poco o sbagliano cose non da loro. Quagliarella almeno lotta, dall’altra parte c’è un Cavani velenoso, che ronza attorno all’ex Rinaudo, che infatti sbaglia anche i disimpegni elementari. Gargano, con un paio di progressioni palla al piede, prova a gettare scompiglio nella metà campo avversaria ma al momento decisivo viene tradito dalle sue scarse doti tecniche. Le fasce degli ospiti son ben presidiate da Cassani e Balzaretti, e i loro dirimpettai Aronica e Maggio capiscono che non è serata di scorribande. Nella ripresa fa il suo esordio in campionato Dossena, che sarà a lungo ignorato dai compagni, ancora disabituati alla sua figura. Subentra anche Hoffer al posto di un Denis col motore in panne ma l’austriaco si confermerà ancora totalmente estraneo agli schemi della squadra. Stavolta Mazzarri il decisionista non sorprende gli avversari, che gettano in campo nella seconda frazione “El Flaco” Pastore, elegante e sinuoso, di cui si occuperà l’ottimo Grava. Tardivo infatti l’ingresso di Cigarini, in una gara così bloccata sarebbero servite come il pane le sue geometrie. La controfigura di Hamsik (perchè il vero Hamsik sembra rimasto al 2009) ci prova all’ultimo minuto di recupero ma non è serata di magie. A Livorno mancherà anche Quagliarella, fattosi scioccamente ammonire, per un attacco tutto da inventare. Già, l’attacco: da qui a fine mese, si prevedono regali, caro De Laurentiis?
Napoli bloccato dal Palermo, niente fuga Champions
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