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Napoli, due perle per continuare a volare

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Come il più prezioso degli scrigni, la vittoria di Livorno contiene in sé mille gioie. Stabilizza il Napoli al quarto posto, in piena lotta-Champions, a tre punti dal Milan secondo, a uno dalla Roma. La Juve è lì che langue, a meno quattro. I tre punti conquistati nella terra natale del “Mago”, Walter Mazzarri, portano le firme di Christian Maggio e Luca Cigarini. Due splendidi gol, da antologia in particolare il primo, che ai più ha ricordato la prodezza di Van Basten nella finale degli Europei ’88. Ma è stata la vittoria di tutto il gruppo: sempre più granitica la difesa, e pazienza per lo stile rozzo ma in verità tremendamente efficace di Paolo Cannavaro. Centrocampo che riscopre in Cigarini un giocatore di grande classe. Sgravato da compiti difensivi, l’ex-incompreso ha sfoderato una prestazione maiuscola, da regista a tutto campo. Protetto da Pazienza e Gargano ai lati, ha potuto giostrare quasi da trequartista, in tandem con Hamsik, dispensando finezze e passaggi illuminanti, fino al suggello della punizione vincente del 2 a 0. Per Mazzarri potrebbe però aprirsi un problema tattico: un Cigarini così non può non giocare titolare ma paradossalmente in quella posizione entra in concorrenza con Hamsik, ieri molto poco incisivo e Lavezzi. Al mister toscano la soluzione dell’enigma, in modo da ospitare, tutti insieme, i migliori piedi del suo organico. Un Napoli, quello di Livorno, che ha superato brillantemente l’ennesimo esame di maturità. De Sanctis si è confermato in un momento di forma strepitosa, neutralizzando un rigore a Lucarelli e salvando il risultato nel finale su una capocciata dello stopper avversario Perticone. Campagnaro, con le sue sgroppate sulla destra, ha offerto un’interessante variante offensiva alla manovra mentre Gargano, generoso e terribilmente disordinato come al solito, pressava alto sul regista livornese Mozart, indotto spesso e volentieri all’errore. Sempre intelligente il gregariato di Denis, imbattibile sulle palle alte ma poco freddo in area di rigore. La riscoperta di Cigarini, l’eurogol di Maggio, l’imperforabilità del reparto arretrato sono le migliori cartoline azzurre da Livorno. Un Livorno che si è giovato di un ispirato Pulzetti, buone idee e dinamismo sulla fascia sinistra, sostanzialmente l’unico a creare qualche problema alla banda Mazzarri. Per nulla emozionato, lo stratega di San Vincenzo ha impostato l’ennesima gara tutta organizzazione e personalità. Mai ritorno in patria fu più felice. Ora davanti al Napoli si apre una settimana importantissima: agli ottimi riscontri del campo si attende facciano da contraltare gli ultimi accorgimenti per completare una rosa di ottimo livello tecnico ma ancora sguarnita in un paio di settori. Contini è sul piede di partenza, troppo nervosismo e qualche prestazione scadente gli hanno alienato le simpatie di Mazzarri, che gli preferirà Grava o Aronica sul centrosinistra, stante la prossima promozione di Dossena a titolare. Servirebbero dunque un centrale mancino, un mediano per far rifiatare Pazienza e Gargano e una punta. Da babbo De Laurentiis ci si attendono gli ultimi doni: Natale è passato da un mese ma non è mai tardi per i regali. Mentre ieri si è visto finalmente l’esordio di un campioncino del vivaio, quel Lorenzo Insigne già paragonato dagli osservatori a Giovinco. Una maggiore attenzione verso il settore giovanile è un tassello imprescindibile per la crescita del club. Un club che sta tornando a grandi passi verso il ruolo che gli compete, come certificato anche dalla Fifa. Corre voce che a Napoli sia in cantiere una statua, in onore di un certo Mazzarri …

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