Prima la barbara inciviltà dei soliti noti. Poi la lucida follia di un “arbitro”. Non è stata certo una domenica da incorniciare, per il Napoli. Gli scontri all’esterno del Friuli di Udine producono il seguente bilancio: sette feriti, otto napoletani arrestati. Una trentina di delinquenti, armati di spranghe e coltelli, aggredisce prima una volante della polizia, poi un’auto di tifosi udinesi: quattro di questi vengono feriti, altri tre poliziotti vengono portati in ospedale. Alle porte una punizione esemplare per la società azzurra, che rischia seriamente il divieto di trasferta fino al termine della stagione. Fatti inqualificabili, provocati dalla consueta teppaglia di criminali che tiene da tempo in ostaggio una società in grande crescita, sia in campo che fuori. Poi capita di incontrare sulla propria strada arbitraggi come quello del signor Damato da Barletta. Parlare di una partita iniziando dall’arbitro forse non è il massimo dal punto di vista giornalistico. Però, però … Terzo rigore contro in quattro giornate, molto fiscale ma non inesistente, con conseguente ammonizione, questa sì inventata di sana pianta, ai danni di Maggio. De Sanctis devia il tiro dal dischetto di Di Natale ma non basta. Sempre l’ex-doriano però, con Denis partito in offside di pochissimo, realizza il pari. Al 44′ il capolavoro di Damato: sulla ribattuta della traversa di un colpo di testa di Quagliarella, ancora Maggio si avventa sul pallone, Isla lo sgambetta e il fischietto pugliese decide di espellere il centrocampista azzurro, tirando fuori dal cilindro la più improbabile delle simulazioni. Gara falsata? Of course, e siamo solo a metà del cammino. Nel secondo tempo il già ammonito Lukovic viene graziato e al suo posto viene sanzionato l’incolpevole Inler. E nel finale, dopo il 2 a 1 di Di Natale realizzato con la difesa azzurra già in vacanza, la comica del terzo gol udinese: Grava soccorre Floro Flores, a terra per i crampi, tenendo in gioco il furbetto del quartierino Di Natale che, lesto come una faina e ladresco come una gazza, infila De Sanctis. “Era scritto nelle stelle” dice alla fine l’astrologo Mazzarri. Se Calciopoli non è mai finita e contano sempre i soliti nel Palazzo, che senso ha giocare questi campionati? La gara di Udine segna il fallimento non del Napoli ma della speranza di vedere, almeno quest’anno, un torneo regolare. Senza posti assegnati a tavolino. Con designazioni arbitrali trasparenti. Perso per perso, sarebbe auspicabile tornare al sorteggio integrale. Ai tempi fu il Verona a vincere lo scudetto. Ci sarà mai un altro Verona? Dal Friuli però può e deve ripartire l’entusiasmante cavalcata del Napoli di Mazzarri. In una gara enormemente condizionata dagli scempi arbitrali, risaltano in ogni caso pregi e difetti della coriacea armata costruita dal tecnico livornese. Squadra corta, aggressiva, che ha comandato il gioco anche in inferiorità numerica e a cui sarebbe stato stretto il pari, figuriamoci la sconfitta con due reti di scarto. Si è vista però qualche distrazione difensiva di troppo: Campagnaro, ruggente come sempre e bravo anche a proporsi in avanti, era spesso troppo lontano da Di Natale mentre a metà campo, dopo un avvio timido, sono cresciuti in maniera esponenziale Pazienza e soprattutto Gargano. Il primo ha colto il palo nel finale, e poteva essere il match-ball mentre l’uruguagio è stato il trascinatore della squadra nella ripresa, con le sue brucianti accelerazioni e il suo moto perpetuo. Ma è ancora l’attacco il problema: Quagliarella è un altro giocatore rispetto alle prime, deludenti uscite però non è lui il giocatore da 15-20 reti che serve a questa squadra. Denis ha fallito l’esame di maturità; più decisivo a gara in corso che dall’inizio, sembra ormai questo il suo status. L’organico rimane buono ma almeno una punta a gennaio andava presa. Fuori dal campo deve ora iniziare la battaglia di De Laurentiis. In un calcio di pirati e avventurieri, la sua solidità finanziaria è una garanzia. Tre bilanci consecutivi chiusi in attivo non sono di certo un caso. Deve però iniziare seriamente a combattere le ingiustizie. Pesare di più in Lega. Mentre un dossier spesso come un’enciclopedia giace su una scrivania di Castelvolturno. Destinatario Pierluigi Collina.
Rabbia-Napoli, fatale il tandem Di Natale-Damato
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