HomeSportPali e sfortuna, Napoli orgoglioso ma "spuntato"

Pali e sfortuna, Napoli orgoglioso ma “spuntato”

PUBBLICITÀ

Dopo le brutture di Udine, un pareggio che riconcilia con il calcio, quello tra Napoli e Inter. Napoli che sceglie di giocare “alla Inter”; azzurri indemoniati nei primi 20-25 minuti, con i campioni d’Italia, maestri del gioco veloce e aggressivo, alle corde. La banda-Mourinho trova un degnissimo avversario, questo Napoli attento in difesa e sempre pronto a lanciare negli spazi i suoi velocisti. A Mazzarri mancano i due terzini titolari, Maggio e Dossena, quest’ultimo ancora un titolare sulla carta, in verità, più Lavezzi. Il tecnico toscano infila dunque nell’undici di partenza l’incompreso Zuniga, che alla fine sarà la rivelazione del match. Il Napoli contiene e riparte che è una meraviglia, con il colombiano che spinge e tiene sulla difensiva l’anarchico Muntari e il falloso Santon. Aronica dall’altra parte non ha timori reverenziali nei confronti di Maicon, anzi è lui a menare le danze nel confronto diretto col brasiliano. Dopo lo scandalo-Damato, arriva l’arbitraggio impeccabile di Rosetti; è quasi un’ammissione di colpa da parte del cosiddetto Palazzo, che manda al San Paolo il migliore attualmente sulla piazza. Il fischietto torinese al 14′ non se la sente però di fischiare un rigore netto per l’Inter, per un mani di Aronica in area. Ma è sempre il Napoli a fare la gara, Zuniga e Hamsik sono due spine per gli interisti, Denis gioca da centroboa illuminato, Quagliarella è ovunque. Alla fine del primo tempo saranno quattro le palle-gol costruite dagli azzurri; spicca la traversa di Hamsik, bilanciata da quella di Muntari. E’ un Napoli furente e al tempo stesso scientifico, che scompagina ad arte il rombo nerazzurro; perfetto Pazienza a uomo su Sneijder, sempre attenti Grava su Pandev e Campagnaro su Milito. Cambia la musica nella ripresa; Mourinho toglie il confusionario Muntari e inserisce Mariga, Zanetti passa sul centrosinistra per contenere lo scatenato Zuniga. Parte meglio l’Inter stavolta, inizia a vedersi il suo micidiale trio d’attacco, uno dopo l’altro Sneijder, Pandev, che fallirà una sorta di rigore in movimento e Milito impegnano De Sanctis. Il Napoli sembra ora gestire, rifiata. Mazzarri il decisionista ritarda troppo i cambi, Cigarini entra solo a 10 minuti dalla fine. Al 20′ della ripresa altro palo, stavolta di Quagliarella: decisamente la dea bendata non tifa azzurro. Inconsciamente c’è forse la volontà di non perdere la seconda gara consecutiva, c’è l’Inter che ha disattivato le offensive avversarie, fatto sta che la partita scema gradualmente d’intensità. Pagelle finali: Zuniga-rivelazione, Gargano contraddittorio, Hamsik intermittente, bravi Denis e Quagliarella ma non la mettono dentro. Intelligente tatticamente l’argentino, sempre pronto a smistare la palla con sponde e assist ma poco lucido al tiro; generosissimo, anche troppo, lo stabiese, che corre e raddoppia in ogni zona del campo, arrivando sfiancato al momento cruciale. C’è ora l’aggancio-Samp al quarto posto mentre la Juve, coi venti di nuovo a favore quasi come ai tempi della Triade, sbuffa in risalita, a meno uno dal Napoli. Un Napoli forgiato da Mazzarri nel granito. Tutto cuore, orgoglio e personalità. Manca sempre però l’ultima pennellata, quella decisiva; anche se quei 5 legni in due gare … A giugno sarà meglio comprare un bomber o un esorcista?

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ