Contro l’ultima in classifica il Napoli non va al di là di uno scialbo zero a zero. Siena di Malesani quasi sempre arroccato in difesa, azzurri troppo lenti nelle ripartenze; l’ingresso di Lavezzi nella ripresa- al rientro dopo il lungo stop- non cambia nulla; pochissime le conclusioni, alla fine pari giusto.
Mazzarri l’aveva detto alla vigilia: partita trabocchetto. Malesani ha preparato un match sulla difensiva, impeccabili i due centrali Cribari e Pratali, ottimo Ekdal a centrocampo, e fase offensiva tutta sulle spalle di Maccarone supportato da Reginaldo e Ghezzal spostato sull’esterno, e poi dall’ex Calaiò, quando è entrato nel secondo tempo proprio al posto dell’algerino. Nel Napoli si è sentita in mezzo al campo l’assenza del combattente Gargano, e comunque Cigarini non ha sfigurato. E’ stato il più pericoloso dei suoi nel primo tempo con un tiro dalla distanza di poco alto. Un’altra buona occasione per Denis che dopo un paio di finte ha mandato alle ortiche il suo unico tentativo . Per il Siena la palla più ghiotta è capitata sulla testa del greco Tziolis dagli sviluppi di un corner, in cui De Sanctis ha compiuto l’unica parata della sua gara. Nella ripresa, pronti-via e una zampata di Hamsik trovava pronto Curci. Dopo due minuti, Maccarone non riusciva a correggere in rete un cross di Del Grosso dalla sinistra. Poi due squadre lunghissime, vedevano il proprio gioco sempre spezzettato a centrocampo; Lavezzi per Denis era la mossa di Mazzarri, che tutti si aspettavano ma che non è servita alla causa. Hoffer per Cigarini, forse nessuno se l’aspettava, e invece l’austrico ha messo seriamente paura a Curci con un gran destro da fuori uscito di un soffio. Nel finale il Napoli non riusciva a sfruttare cinque calci d’angolo consecutivi.
Una domenica dall’amaro in bocca. Un pari dalla doppia medaglia, perchè se da un lato ridimensiona il sogno Champions League, dall’altro è comunque un punto che muove la classifica, grazie al quale il Napoli rimane lì, aggrappato nella comitiva per l’Europa.


