HomeSportNapoli, si apre la crisi. Gioco involuto e solisti-fantasma

Napoli, si apre la crisi. Gioco involuto e solisti-fantasma

PUBBLICITÀ

La sconfitta di Bologna squarcia il velo sul Napoli. Questa squadra ha smesso di correre. Di segnare, quantomeno piu’ degli avversari. E di convincere. Non da ieri, per la verità. E la fase-2 del Napoli mazzarriano proprio non decolla. Ieri non ha convinto innanzitutto la formazione iniziale. Preceduta dalle discutibili dichiarazioni del tecnico. “D’ora in poi giocherà chi è più in forma”. Perché, fino ad oggi non è stato così? Oppure, perché non si è applicato il principio già dalla gara di ieri? E invece no, in campo Maggio, che non ha visto palla, in campo Pazienza e Aronica, due gregari riscoperti che stanno ora tirando il fiato e soprattutto in campo Quagliarella e Lavezzi, il primo in stato confusionale, il secondo pallido ricordo del giocatore che fu. Se poi il Bologna fa 2 gol in 5 minuti, vince i duelli sulle fasce e in attacco concretizza tutto o quasi quel che crea, allora non c’è gara. Anche la classifica si fa più mesta: allunga il Palermo, vince tra le solite polemiche la Juve, si rifà sotto la Samp. Il Napoli è quindi scivolato al settimo posto, col suo fardello di contraddizioni. Il talismano-Denis si è materializzato al 4’ della ripresa; Mazzarri spera così di salvare la partita ma il Tanque non può essere sempre il salvatore della patria. Napoli da quel momento col tridente, con Quagliarella largo a sinistra e Hamsik in mediana. Non è giornata di alchimie tattiche né di rimonte, semplicemente il Bologna corre di più e meglio. In mezzo al campo spadroneggia Mudingayi, ben contrastato dal solo Gargano, generosità infinita quanto la sua impreparazione tecnica. Sulle corsie laterali “core ‘ngrato” Buscè e il ripudiato (dal Napoli) Modesto sfoderano una gran bella prestazione. Subentra anche Dossena ed esce Rinaudo, che aveva ben figurato, al contrario di Aronica. Era quest’ultimo quello da sostituire. L’ex-Liverpool non aggiunge e non toglie nulla, troppo lontano dalla sua migliore condizione. Lo stesso dicasi per Lavezzi, quando rivedremo il folletto inafferrabile dello scorso anno? Nell’ultimo quarto d’ora Cigarini, che rileva uno stanco Hamsik, prova ad accendere la luce e quasi manda in gol Denis. Ma non sarebbe stato giusto, diciamo la verità. Rifletta ora il club su questa “crisetta”. Il mercato di gennaio non ha apportato alcun miglioramento alla rosa, anzi. La cessione di Dàtolo appare ora più che mai affrettata, con la sua tecnica poteva dare il cambio ad Hamsik o Lavezzi, entrambi per motivi diversi non al meglio. Cigarini e Zuniga, se è quello visto contro l’Inter, meritano più spazio. Se poi Mazzarri non crede in Hoffer, perché non è stata presa un’altra punta? Nella mente dei tifosi c’è una paura, quella di rivedere lo stesso film degli ultimi due anni: grande prima parte di stagione, calo o addirittura crollo nella seconda. In attesa di riparare a giugno i guasti di gennaio, l’allenatore deve assolutamente ritrovare il suo Napoli. Fermi la discesa, nessuno vuol vedere un altro dodicesimo posto a fine torneo. Applichi sul serio quella regoletta di cui sopra. Non è un dramma se a volte uno tra Quagliarella e Lavezzi si accomoda in panchina. Ci va Eto’o …

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ