42 notturne dopo, cade il Napoli. Lo fa alla sua maniera. Ingenua, scombiccherata, sfortunata. Ha di fronte una squadra ferita ma orgogliosa. Un vero derby tra derelitti, questo Napoli-Fiorentina. Viola sbattuti fuori dalla Champions da Ovrebo, più che dal Bayern. Con un tecnico, Prandelli, con la valigia in mano. Che però azzecca tutto o quasi. Gilardino unica punta, con Santana e Jovetic a sostegno. Bolatti e Donadel nel mezzo, con Pasqual e Gobbi a comporre un’interessante rotaia sulla sinistra. Mazzarri schiera il suo solito modulo, Maggio e Zuniga sono gli esterni, Denis parte titolare, al posto di un depresso Quagliarella. Iniziano meglio gli ospiti, subito si rileva uno scompenso tattico. Troppi tre difensori, Campagnaro, Rinaudo e Aronica, contro il solo Gilardino. La Fiorentina conquista la superiorità numerica a centrocampo, dove Gargano e Pazienza annaspano. Si muove bene invece Zuniga, che spinge con buona continuità sulla fascia a lui non congeniale. Maggio prova a sfornare la specialità della casa, il cross e trova un Denis sempre pronto a svettare quanto a sbagliare mira. Ci prova due volte il Tanque, prima è prodigioso Frey poi sciagurato lui. Si rivedono intanto sprazzi del miglior Lavezzi. Qualche scatto dei suoi e in avvio di ripresa l’apoteosi. Cross da destra di Maggio e incornata comoda del Pocho, che anticipa avversari e Denis. Non segnava da più di un anno al San Paolo, lo scugnizzo terribile, che per la gioia si sfilerà scioccamente i calzoncini. Ancora Lavezzi protagonista, qualche minuto dopo. Si invola felice verso la porta avversaria e viene sgambettato in area da Felipe. Fallo da rigore e da espulsione per il viola ma il livornese Banti fa finta di nulla. Siamo alle solite, ancora una svista arbitrale. Ingiustizie peraltro ben conosciute anche dal gruppo-Prandelli. All’11’ della ripresa la mossa raddrizza-partita; fuori un terzino, Pasqual, dentro una punta, il giovane africano Babacar, una rivelazione. Ora Gilardino è meno isolato in avanti, il velenoso Jovetic punge sul centrosinistra e mette in difficoltà un Campagnaro in fase calante. Due volte il giovane prodigio montenegrino serve il Gila, che due volte insacca. La stessa media-gol di Denis e Quagliarella, no? Azzurri all’arrembaggio finale, a cui partecipa pure De Sanctis, come a Bologna. Ma il portiere abruzzese perde palla, si spalanca un’autostrada in cui si infilano gli staffettisti Babacar e Jovetic. 3 a 1 allo scadere, francamente troppo per un Napoli comunque assai sterile in avanti, come al solito. Non ha convinto la formazione iniziale. Più appropriato schierare una difesa a 4, con Zuniga e Aronica sulle fasce. Sarebbe stata la gara ideale anche per vedere finalmente Cigarini nel suo ruolo. Regista, con due mediani-scudieri al suo fianco. E in avanti non solo Quagliarella merita di tirare il fiato, vero Hamsik? Non si impicchi Mazzarri ad uno statico 3-5-2, non ripeta gli errori dei suoi predecessori Reja e Donadoni. La squadra non è in gran salute ma i giocatori vanno ruotati al meglio. Restano 10 partite per coltivare ancora sogni di gloria. Non sprechiamo un altro anno. Avanti con la missione-Europa.
Ingenuità e sfortuna, Napoli in caduta libera
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ


