Marek Hamsik che segna il gol del pari e si scrolla di dosso, letteralmente, un rigore fallito e qualche prestazione scadente di troppo. Fabio Quagliarella che firma il sorpasso in spaccata, va sotto la curva e a fine gara si toglie i proverbiali sassolini dalle scarpe. Pocho Lavezzi, faccia da scugnizzo un pò menefreghista, che quasi non ci crede di essere da solo in area di rigore e segna il gol
dell’apoteosi, con tanto di strip finale a favore di telecamera.
Sono i fotogrammi della bellissima notte azzurra del San Paolo. Un Napoli ardente, garibaldino che dà tre schiaffi ad una Juve piccolissima e riassapora il dolce sapore dell’Europa. Solita splendida cornice di pubblico, in 60.000 al termine canteranno ‘O surdato ‘nnammurato, il più sentito dei classici, come resistere? La vittoria del gruppo-Mazzarri inizia nella serata di mercoledi. Genoa e Palermo si ingarbugliano in uno strano pareggio, con tanto di 7 minuti di recupero, la Samp di Cassano si arrende ad un sempre più sorprendente Bari, la Fiorentina ferma la sua ascesa a Catania. Come non approfittarne, caro Napoli? Di fronte hai la Juve più sgangherata dell’ultimo ventennio, già battuta all’andata in una rimonta divenuta leggendaria. Mazzarri torna parzialmente all’antico; schiera la vecchia, carissima difesa a tre, stavolta con Campagnaro sul centrosinistra. Il tecnico sembra prefigurare la difesa del prossimo anno, quando presumibilmente rivedremo il talento di Santacroce in trio con El Toro e Capitan Cannavaro. Zuniga va a sinistra al posto di un Aronica non ancora al meglio, Lavezzi viene confermato come prima punta. Dall’altra parte Zac sceglie una Juve muscolare, per il più classico dei 4-4-2; si rivedono Camoranesi e Amauri dal primo minuto. Gli azzurri sembrano partire col piede giusto, Maggio viene innescato spesso e volentieri ma a sorpresa passano i bianconeri con Chiellini, che svetta in mezzo ad una difesa non certo irreprensibile. Il gol sciocca il Napoli, che dovrà aspettare l’intervallo per ritrovarsi. La Juve specula cinicamente sul vantaggio, come una provinciale qualsiasi, il gioco è brutto e spezzettato, tanti i contatti fisici tra i giocatori. Rizzoli non convince pienamente e sembra tollerare la fallosità degli ospiti, costretti però a sostituire l’acciaccato Poulsen con Candreva. Mossa vantaggiosa, perchè l’ex-livornese aggiunge qualità ad un centrocampo asfittico. Lui e Camoranesi tengono bassi Maggio e Zuniga, che soffrono in fase di contenimento. Hamsik e Quagliarella sono del tutto evanescenti, solo Lavezzi si batte da leone, trovando sulla sua strada il migliore degli avversari, quel Giorgio Chiellini a tratti gigantesco.
Solita metamorfosi tra un tempo e l’altro e il Napoli ritorna in campo con un altro spirito. Dopo un minuto è subito rigore, che Hamsik manda in curva. L’anima della riscossa è Fabio Quagliarella, che si carica la squadra sulle spalle e manda in rete lo slovacco quattro minuti dopo. Palla rubata a
Camoranesi, finta e cross da sinistra, zuccata vincente del talentino dell’Est. La Juve lentamente scompare dal campo, ci si mette anche il suo allenatore con due cambi discutibilissimi. Dentro l’imbelle Diego e l’inadeguato Grygera per Camoranesi e Del Piero, bianconeri che abbassano
ancor più il baricentro. E’ un messaggio subliminale per i padroni di casa, siamo alla frutta, attaccateci pure. Ma non c’è bisogno di aiuti per questo Napoli, spronato dalla panchina da un Mazzarri che quasi vorrebbe entrare in campo. Il tecnico toscano quasi si mangia Zuniga, che ritarda una rimessa laterale. E’ anche da questi dettagli che si vede un condottiero. Il sorpasso ormai è giusto e logico; Hamsik ricambia il favore e manda in rete Quagliarella, che non segnava dall’Epifania. La bella serata azzurra diventa bellissima nel finale, con l’inesausto Campagnaro che recupera palla e serve a campanile il Pocho, manca solo lui alla festa; controllo e diagonale vincente nell’angolino, il torpido Manninger, già colpevole sulla rete precedente, riesce solo a sdraiarsi
sul prato. E’ il tripudio: 3 a 1, Juve battuta due volte su due in questo campionato e Napoli che si riaffaccia al sesto posto, a soli tre punti dal sogno-Champions. Il ritorno alla vittoria dopo due mesi, Quagliarella in gol dopo tre, un giocatore, Hamsik, che arriva finalmente alla tanto sospirata doppia cifra; è la serata dei sortilegi spezzati. Una squadra non sempre bellissima ma di granito, con le rimonte nel DNA: è il Napoli di mago Mazzarri.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ


