HomeSportPari all'Olimpico: lampo di Hamsik, il Napoli si accontenta

Pari all’Olimpico: lampo di Hamsik, il Napoli si accontenta

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Se questa era una delle sette finali conclusive, il Napoli l’ha sprecata. Viceversa, se era una normale gara di fine stagione, il pari fuori casa con la Lazio si può considerare accettabile. La verità però, come dicevano gli antichi, sta nel mezzo; era una partita importante, anche se non decisiva e gli azzurri, almeno nella ripresa, si sono accontentati del punticino. Napoli molle in avvio del primo tempo e l’ispiratissimo Floccari lo punisce subito. Laziali più motivati, ben messi in campo dal grande ex Edy Reja. Grandi abbracci con i suoi pupilli ma in campo non si scherza, c’è da salvare una Lazio un po’ sgangherata. Il solito uomo tra le linee, nella fattispecie Mauri, mette prevedibilmente in difficoltà la difesa a tre di Mazzarri. Affonda da sinistra e stringe verso il centro e Maggio, già impegnato a bloccare Kolarov, può poco in chiusura. Alla lunga ci penserà un implacabile Grava, all’ennesima ottima prestazione stagionale. Il ritmo è basso e non ci sono grandi idee, più di un azzurro (Campagnaro, Gargano) non è in giornata. Marek Hamsik prima spreca da buona posizione poi si fa perdonare pochi minuti dopo, sull’azione più bella del match; assist da grande rifinitore di Quagliarella per lo slovacco, che disegna un pallonetto vincente di rara bellezza. Un lampo che arriva in un primo tempo molto scialbo. Intrigante la posizione di Quagliarella che, da mezzala, si rivela una buona fonte di gioco, seppure a sprazzi. Non avendo centrocampisti d’ordine, del resto, bisogna industriarsi come si può. Anche nella ripresa il Napoli parte piano ma stavolta non c’è il gol a freddo. Tra i capitolini cresce in maniera esponenziale Brocchi, che corre e pressa per due, si vede di meno Ledesma, che però gioca con grande saggezza tutti i palloni che gli capitano a tiro. Mazzarri decide di cambiare qualcosa e sostituisce un impalpabile Maggio con Rinaudo. Si cercano nuovi sbocchi offensivi dalle fasce, Zuniga trasloca finalmente sulla sua corsia d’elezione, la destra, il jolly Campagnaro va a sinistra, come da nuova abitudine. E’ una gara senza padroni, la Lazio sembra avere più idee ma finisce presto la benzina, Napoli che ottiene poco dalla sua sostituzione ma soffre poco dietro. Zarate, schierato nel secondo tempo, è voglioso ma sbatte sul mastino Grava. In avanti gli azzurri provano a rimescolare le carte, Quagliarella si alterna con Lavezzi come prima punta, Hamsik sembra trovare più spazio sulla sinistra, da dove punta, spesso con successo, Lichtsteiner e Biava, entrambi ammoniti. Stupisce l’immobilismo di Mazzarri, i centrocampisti sono in debito d’ossigeno e in attacco nessuno dà profondità, dov’è finito Denis? Il punticino conquistato a Roma servirà ora più per l’Europa League che per la Champions. Obiettivo raggiungibile solo con costanza e lungimiranza. Quella lungimiranza che ha permesso a De Laurentiis di comporre un pool di osservatori di tutto rispetto: Micheli, Mantovani (rispettivamente, ex-direttore sportivo e capo-osservatore del Brescia) e Zunino, tra i massimi esperti italiani di calcio internazionale. Per scovare gli Hamsik del futuro. Per un Napoli bello e vincente, in Italia e (si spera) in Europa.

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