Metto un po’ di democrazia nel mio computer

Una screenshoot di Ubuntu 10.04 LTS

Il titolo di questo articolo è leggermente provocatorio, lo ammetto, e il termine “democrazia”, negli ultimi tempi è a dir poco “abusato”, ma mai come in questo caso, credo, corrisponde alla sintesi più adeguata per descrivere l’argomento affrontato. Si parla troppo spesso di Windows, MacOs (Apple) e Linux senza conoscerne molto e si finisce per dire che Mac è il migliore, ma Windows è più facile e per questo è il più usato e, infine, Linux non funziona ancora bene perché è gratuito(!?) e quindi non vale la pena utilizzarlo, quando invece Linux è Open Source che è ben altra cosa. Luoghi comuni. Ignoranza in materia. Presunzione. In realtà, come accennavo, niente è più falso di quanto affermato in precedenza. Si può disquisire per ore su quale dei tre è il miglior sistema operativo, ma alla fine non si giungerà mai e poi mai ad una conclusione accettabile.
Di sicuro c’è una sola certezza: l’Open Source e il software libero più in generale guadagnano sempre maggior spazio nei confronti dei software proprietari e cominciano a soddisfare le aspettative di quanti, da oltre 10 anni, hanno dato fiducia a questo straordinario mondo. Per molti Linux è sinonimo di Open Source (Sorgente “aperto”) ed è grazie a questa caratteristica che esistono molte varianti (chiamate “distribuzioni” o “distro”) che, tra l’altro, sono diffuse per le varie infrastrutture esistenti: dai sistemi PC desktop e server ai notebook, per passare dai netbook agli smartphone (vedi Android) fino ai Tablet PC e molte altre applicazioni. Alcune distribuzioni sono specifiche per professionisti del settore IT, mentre altre, dedicate all’uso quotidiano del computer, quindi, anche per i più profani. La più famosa, ma non certo l’unica, è Ubuntu che, ad oggi, vanta oltre 12 milioni di installazioni. Ben poca cosa rispetto a Windows e Mac, ma senz’altro un successo se si guarda ai numeri di appena qualche anno fa. Segno tangibile dell’affermazione in un settore dove i colossi: Bill Gates e Steve Jobs, da decenni si sbranano tra loro. E pensare che Ubuntu e più in generale Linux, non hanno alle spalle magnati dell’industria che investono milioni di dollari in marketing, comunicazione e pubblicità più di quanto si spende in ricerca e know how. Del resto la buona riuscita di un prodotto è la sua migliore pubblicità.
Visto che la maggior parte di voi conosce già Windows e per certi versi, chi usa l’iPhone o i vari MacBook conosce già il mondo Apple, vorrei fare un piccolo accenno alla mia esperienza nell’universo Linux, in modo particolare su Ubuntu, tralasciando però gli aspetti etici e filosofici del “Software Libero”, concentrandomi piuttosto su aspetti pratici, che poi per chi usa il PC, sono quelli che contano.

Ubuntu 10.04 LTS. E’ uscito prima dell’estate e l’ho installato su un PC che ho dal 2006 (è un Pentium D 3,4 Ghz con 2 Gb di RAM) già equipaggiato con Windows XP. Non ho mai installato Vista e molti di voi (che magari lo hanno fatto) sanno il perché e non installerò Windows Seven (anche se non si può mai dire mai) poiché è molto esigente in termini di risorse hardware (e non ho ancora capito quale sia il vantaggio!). Il Dvd di installazione di Ubuntu, l’ho masterizzato dopo aver scaricato la Iso (il file d’immagine) da internet (www.ubuntu.it), ma si trova allegato in molte riviste specializzate nel settore che potete trovare in edicola a poco più di 5 euro. L’installazione è semplice quanto banale e vi permette di tenervi il sistema precedentemente installato (Windows o Mac) e di avviare grazie al “dual boot” quello che preferite (scelta consigliata). Il supporto per l’hardware, negli ultimi anni è notevolmente migliorato. Tra stampanti, webcam, scanner e tutto il resto, acquistato senza pensare minimamente all’uso con Linux, il mio hardware è stato pienamente riconosciuto senza bisogno di inserire dischi aggiuntivi. Tempo di installazione 15 minuti. Tempo di avvio 18 secondi (35 secondi per avere un desktop funzionante… vi ricordo che ho un PC del 2006!). Per questioni di etica “Open Source” alcuni software non sono pre installati come il Plug-in di Flash, alcuni codec video e altro software minore (d’altronde nemmeno in Windows sono preinstallati), ma l’utente può installarli utilizzando l’apposita applicazione chiamata “Synaptic” o più semplicemente “Gestore di pacchetti” dal menù Strumenti: basta scrivere il nome o una descrizione del software che volete installare, a patto che siete collegati ad internet, che quest’ultimo verrà automaticamente scaricato e installato. Lo stesso discorso vale per qualsiasi altro software che vorrete installare.
La suite per l’ufficio (scrittura, calcolo, ecc…) c’è già ed è la ormai famosa Open Office. Per navigare in internet c’è Firefox. Per video e musica c’è sia Totem che Rythmbox, per guardare l’album fotografico c’è F-Spot. Con Synaptic Potete aggiungere Skype, VLC, aMSN, aMule, uTorrent e tanto altro ancora. I giochini di default vanno ampiamente oltre il classico solitario e per chi usa Photoshop su Windows, per Linux c’è Gimp che fornisce oltre il 90% delle funzionalità di Photoshop, quindi per modificare foto, togliere gli occhi rossi e dare spazio alla vostra creatività, va più che bene.

L’uso di Ubuntu come desktop, non credetemi sulla parola (provatelo!) va oltre le aspettative. Chi ama le figate in stile grafico, non resterà deluso. Vale anche per chi usa Windows Seven e MacOS. Cubi rotanti, finestre liquide, trasparenze, ecc… in Ubuntu sono un “must”. Posso tranquillamente leggere e scrivere sui miei documenti Word e Excel. Leggo la posta elettronica (e non solo) con Evolution che sostituisce ampiamente Outlook. Al posto di Firefox, preferisco usare Google Chrome (lo faccio anche su Windows) è più leggero e va più veloce. Non uso nessun antivirus. Non ce n’è bisogno. Virus, adware, malware, worm, rootkit e altre cavolate del genere non esistono in ambiente Linux, il ché significa: meno software installato, più risorse libere per me.
Come facevate prima, Ubuntu può installare gli aggiornamenti direttamente da internet, previa vostra autorizzazione, ma a differenza di Windows, gli aggiornamenti valgono anche per programmi installati: Firefox, VLC, ecc…
I programmi di utilità e gli accessori, in Ubuntu, praticamente soddisfano le esigenze di tutti, anche quelli con maggiori pretese. Posso leggere i dispositivi Usb come dischi esterni o penne, dispositivi wireless o bluetooth. Nella stragrande maggioranza dei casi, non ho mai avuto bisogno di installare software aggiuntivo per far funzionare le periferiche (ammetto di avere avuto un po’ di fortuna), ma in ogni caso, se dovesse essere necessario, nei forum su internet ci sono migliaia di discussioni utili per la risoluzione di problemi legati all’uso di Ubuntu o a Linux più in generale. D’altronde lo facevamo già per risolvere le rogne di Windows pur essendo un software a pagamento.
Anche chi usa software un po’ più “spinto” non resterà deluso. Come l’editing video, ad esempio. Su Linux, potete usare Kino, Lives oppure, per chi vuole un software più completo, c’è Cinerella. Lo stesso vale per la grafica 3D, Blender è senz’altro il miglior software in circolazione. Lo stesso dicasi per la grafica 2D (Autocad e Illustrator giusto per intenderci), Qcad è sicuramente un buon compresso, ma ci sono altre decine di software che potete utilizzare, come ad esempio, in alternativa a Illustrator potete usare Inkscape. Infine, per chi ama creare siti web, o per chi lo fa di professione, Linux è forse il sistema più appropriato per dare spazio alla creatività: Apache, Php e MySql, troveranno il loro ambiente ideale e grazie ad un nutrito ventaglio di offerta, in termini di software Open Source per la programmazione, i mezzi di certo non vi mancheranno.

Conclusione. Per ottenere il meglio da un personal computer, non è quindi necessario utilizzare obbligatoriamente Windows o MacOS. Ciò ovviamente non significa che “Linux è meglio”. Sono tanti i lati positivi di Linux, come del resto anche quelli negativi (vale anche per la concorrenza). Anche se il PC viene venduto già con un sistema operativo (nella stragrande maggioranza dei casi è Windows), grazie a Linux e alle sue innumerevoli distribuzioni, la scelta del sistema operativo più idoneo per le nostre esigenze è cosa fattibile. Ubuntu, a mio avviso, è una delle migliori sotto l’aspetto del supporto, ma ciò non toglie che altre distribuzioni come: Fedora, Open Suse, Linux Mint, ecc… possano darvi maggiori soddisfazioni. Via via, con l’esperienza, capirete di avere la libertà di “plasmare” il sistema operativo sulle vostre reali esigenze. In definitiva, anche se non resterete soddisfatti, credo che vale la pena provarlo, almeno un giudizio sarete in grado di darlo da soli, senza bisogno di giudicare “per sentito dire”.

Per chi volesse approfondire l’argomento: Vi segnalo un articolo molto interessante sul blog di Guiodic.