HomeSportOttava sconfitta degli azzurri al Marassi

Ottava sconfitta degli azzurri al Marassi

PUBBLICITÀ

Il Napoli, congelato come un baccalà per 70′ e vivo solo per venti minuti, quelli finali, non riesce ad evitare la quinta sconfitta in campionato, tra le polemiche che di certo non mancheranno. Perché gli azzurri, messi in campo da Mazzarri – senza Cavani, Inler, Aronica e Maggio – sono apparsi l’ombra della squadra che ha vinto contro l’Inter, evidenziando i difetti che erano gia’ venuti a galla con Bologna e Siena. Squadra lenta e poco reattiva, difesa macchinosa, centrocampo a corto di idee. Una squadra impaurita dal Genoa che aveva battuto con un punteggio tennistico appena un mese fa. Ne’ basta ad assolvere la “banda Mazzarri” il finale con i gol di Cavani e Lavezzi e il tiro di Dzemaili che poteva anche portare a un clamoroso pareggio. Il Napoli e’ apparso in difficoltà gia’ nei primi minuti quando il tridente del grifoni – lo scatenato Palacio, Gilardino e il figliol prodigo Sculli – ha messo in crisi la retroguardia azzurra con il rientrante Britos, il sempre incerto Campagnaro e Cannavaro azzoppato da Mesto.


L’EUROGOL
Trenta minuti di falli e di nervi a fior di pelle, poi il Genoa passa con un eurogol di Palacio: il tiro dalla distanza finisce all’incrocio dei palli, incolpevole De Sanctis. Ci si attende la risposta dei napoletani, ma sono ancora i rossoblù a menare la danza e raddoppiano cinque minuti dopo quando – complice una dormita collettiva della difesa – Gilardino mette dentro il cross di Sculli. La ripresa non porta novità, Mazzarri tiene ancora Cavani in panca fino al 12′, ed e’ la squadra di Marino a fare tris con una rasoiata di Palacio (viziata da un fallo di Moretti su Maggio) che incornicia con una doppietta la sua domenica in un Marassi gelido come un frigorifero. Quattro minuti prima, al 21′, Hamsik aveva sprecato un’occasione grande come una casa, confermando la sua scarsa vena realizzativa: solo davanti a Frey si era fatto ipnotizzare dal portiere transalpino.

PUBBLICITÀ


L’ORGOGLIO
. Sul tre a zero, il Napoli tira fuori l’orgoglio ed e’ il Matador a suonare la carica con un gol al 35′ (colpo di testa su cross di Maggio), doppiato due minuti dopo da una prodezza del Pocho. Il Genoa sbanda e il Napoli prende campo, con il solito assalto alla baionetta finale. I grifoni tremano su un tiro di Dzemaili, ribattuto alla disperata da Frey e portano a casa una vittoria meritata. Il Napoli deve ora riflettere sulla ennesima prestazione con poca personalità, nonostante Mazzarri parli solo di una «partita sbagliata nei primi venti minuti». Parole che fanno infuriare anche l’ex Mascara che in un “twitt” lo apostrofa come”presuntuoso”.

corrieredelmezzogiorno.it

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ