Faticano gli azzurri a mantenere il vantaggio e, appena stanchi, subiscono il pressing degli avversari. Finisce 1 a 3 la partita contro il Porto, a Londra, per la Emirates Cup. Non basta il solito Pandev che al 43′ sblocca il risultato portando gli azzurri in vantaggio. Ma è nel secondo tempo che la stanchezza si fa strada ed è allora che gli azzurri cedono il passo. Il Porto infatti, già ad inizio ripresa (al 50′) aggancia il pareggio. Poi al 68′ un autogol di Fernandez li porta in vantaggio e al 78′ Licà chiude la partita. Nella ripresa spazio per Higuain che è ancora alla ricerca della condizione migliore.
Benitez schiera un 4-2-3-1 con Calaiò unico riferimento in attacco. A sostegno schiera Mertens, Pandev e Callejon. Tra i pali Rafael. In difesa c’è Gamberini e Fernandez centrali, Dzemaili e Radosevic davanti. Riposano invece Insigne, Behrami, Inler e praticamente tutti quelli che hanno giocato contro l’Arsenal. Per il Porto invece non c’è Jackson Martinez che viene messo in panchina Paulo Fonseca. Al 10′ Zuniga diventa pericoloso e lancia perfettamente Pandev verso l’area del Porto: il macedone però perde un po’ troppo tempo però e si fa rimontare da Otamendi che lo anticipa facendo sfumare l’azine azzurra. Al 13′ arriva la risposta del Porto che con Quintero, ex Pescara, prova la conclusione da fuori ma il suo tiro è deviato in corner. Sembra una partita brillante ma le due squadre improvvisamente smettono di proporre gioco e rallentano decisamente la manovra. Soprattutto il Porto tende ad addormentare la sfida affidandosi ad una ragnatela di passaggi infinita. Dall’altra parte il Napoli si affida al contropiede ma la difesa dei portoghesi regge anche per qualche imprecisione di troppo di Mertens e compagni. La partita scorre via lentamente fino al 30′ quando Dzemaili innesca Callejon davanti a Helton ma l’esterno azzurro viene pescato in posizione di fuorigioco. Inutile la sua conclusione, peraltro finita a lato. Il Porto da parte sua tiene il possesso della palla ma crea pochissime palle gol. Al 41′ si materializza l’episodio chiave della gara: Mertens viene lanciato sulla sinistra da Pandev, l’ex Psv arriva sul fondo, finta il cross al centro e poi crossa di destro disorientando il suo marcatore; il macedone intanto ha seguito l’azione e anticipa all’ultimo momento Fernando che lo atterra inopinatamente con una spinta inutile e dannosa. Dal dischetto si presenta lo stesso ex Inter che di sinistro incrocia e spiazza nettamente Helton. Alla fine dei primi 45′ comanda il Napoli per 1-0.
Il Porto pareggia alla ripresa. In apertura di ripresa Benitez mette subito dentro Hamsik ed Higuain per dare maggiore vivacità e profondità all’attacco del Napoli. Fuori Calaiò e Radosevic. Il primo un po’ sottotono, mentre il secondo ha mostrato una buona attitudine nel recuperare palloni e a riproporre l’azione offensiva. Pronti via però e il Napoli si fa subito raggiungere: Quintero prende in velocità il centrocampo azzurro e poi appoggia con un passaggio filtrante geniale per Ghilas il quale si infila perfettamente tra i due centrali azzurri e poi incrocia di destro sul secondo palo battendo l’incolpevole Rafael in uscita. Benitez a questo punto cambia ancora: fuori Pandev e dentro Maggio per intensificare il gioco sugli esterni e dare più spazi a Higuain in avanti. E proprio al 58′ si materializza il primo tiro in porta di Higuain: Hamsik ruba palla a centrocampo e dopo un doppio dribbling appoggia per l’argentino la cui conclusione però è troppo centrale e viene parata senza problemi da Helton. Al 61′ risposta del Porto che con Varela sfiora il gol del vantaggio con un bel tiro di destro dall’interno dell’area di rigore. In questo frangente un po’ distratta la difesa del Napoli che permette agli avversari di agire più indisturbata all’altezza della trequarti. Al 62′ nuova sostituzione per il Napoli: fuori Gamberini e dentro Albiol per dare maggiore solidità alla difesa azzurra. Il calo fisico però è evidente e Varela sfiora ancora il gol dopo un bello scambio sulla fascia con Ghilas: l’autore del pareggio rimette al centro per il compagno ma il suo tocco finisce di poco a lato. Il Napoli però non ci sta e con Callejon va due volte vicino al gol: nella prima conclusione lo spagnolo impegna severamente Helton e poi sulla corta respinta è ancora l’ex Real a costringere l’estremo difensore del Porto ad una deviazione in corner. Al 65′ primo cambio per il Porto: fuori Sandro e dentro Ricardo. E il cambio dà nuove energie ai lusitani che con Varela, al 68′, trovano il gol del 2-1 approfittando, sul cross dell’esterno della sfortunata deviazione nella propria porta di Fernandez. Al 72′ Paulo Fonseca leva Quintero ed inserisce il giovane Iturbe ritenuto come uno dei prospetti più interessanti del calcio argentino. In molti lo considerano come il nuovo Messi. Dall’altra parte Benitez risponde levando Callejon e inserendo Behrami per dare maggiore forza e resistenza al centrocampo affaticato del Napoli. Al 77′ continua la girandola dei campi: fuori Varela e Josuè e dentro Licà ed Eduardo. Non passa neanche un minuto e arriva il gol del 3-1 dei portoghesi, proprio con il nuovo entrato Licà che approfitta dell’errore clamoroso in difesa di Dossena e con un tiro di destro da centro area buca ancora una volta Rafael. Nei minuti finali c’è solo spazio per altri due cambi per le due squadre: fuori Ghilas e Diego Reyes per il Porto mentre il Napoli fa entrare Novothny al posto di un esausto Zuniga. Non succede più nulla e la sfida si chiude sul 3-1 per il Porto. In ogni caso è stata una buona esperienza per il Napoli che ha messo nelle gambe tanti minuti e soprattutto ha dovuto fronteggiare avversari da Champions League.
Parla Benitez. «Quando siamo stanchi subiamo. Questo non è un passo indietro: continueremo a lavorare». Rafa Benitez analizza così il ko del Napoli in amichevole contro il Porto: «Non è un passo indietro, nel primo tempo la squadra ha giocato bene e nel 2° dovevamo fare più possesso palla. La prossima settimana continueremo a lavorare, siamo a 20 giorni dall’inizio del campionato e alcuni giocatori sono qui da poco. Quando siamo freschi giochiamo bene, quando entra la stanchezza e siamo contro un avversario così forte subiamo. Non è il caso di analizzare la squadra su due partite di questo livello fatte in fase di preparazione, nemmeno i singoli». Benitez ha poi parlato di Albiol e Higuain: «Sono con noi da appena una settimana, non dobbiamo avere fretta. Ogni calciatore deve avere il suo tempo di inserimento affinchè raggiunga la migliore condizione fisica. Ribadisco: oggi mancava solo la freschezza. Ma per il campionato ci vogliono ancora 20 giorni e sono tanti». Benitez ha fatto anche i complimenti a Pandev: «Sì ha segnato di nuovo e sta facendo benissimo. Goran è un calciatore di qualità molto importante per noi, ma saranno preziosi anche tutti gli altri uomini della squadra. Tutti devono avere il tempo e la possibilità di crescere».

