Il Napoli stellare ammirato nella magica notte Champions di mercoledì, plana con rinnovato vigore verso Milano per il big match della quarta giornata di campionato. A dispetto di un secolare duopolio che vede i rossoneri sempre favoriti nelle sfide contro gli azzurri, ques’anno i rapporti di forza sembrano, a detta degli addetti ai lavori, nettamente invertiti. Troppo bella la squadra di Benitez che ha dominato la partita col Borussia Dortmund con un netto 60% di possesso palla, contro un Milan che soffre degli effetti del fair play finanziario e di un andamento stentato in campionato.
La compagine di Allegri vive una fase di transizione della quasi trentennale gestione berlusconiana, fatta di coppe e scudetti con squadre infarcite di campioni di prima fascia, figlia di scelte aziendali che hanno portato a dolorose cessioni per coprire i buchi di bilancio. Di contrappunto il Napoli sembra invece vivere una delle sue fasi storiche più floride dal dopo Maradona. Primi in classifica, con i conti in ordine sin dal primo anno della gestione De Laurentiis e con un gioco da stropicciarsi gli occhi, gli azzurri partono alla volta di San Siro sicuri di poter dire la loro e per una volta sovvertire il divario che vede la ricca capitale del nord prevalere su quella, mai sbocciata economicamente del sud italia.
Mentre godiamo l’ascesa del Napoli nell’olimpo del calcio europeo, frutto del fiuto per gli affari di Aurelio De Laurentiis, che ha lanciato la società verso le alte vette dei guadagni milionari dello showbiz televisivo e non solo, notiamo come a Milano l’aria sia ben diversa. L’Inter, dopo quasi vent’anni di gestione dispendiosa di Massimo Moratti, per cercare di restare nelle alte vette del pallone passa ad una joint-venture di ricchissimi investitori indonesiani. Il Milan invece, gioiello della famiglia Berlusconi che non sembra interessata a passare la mano, deve ora accontentarsi di costruire la squadra con ciò che passa il convento, vedi il ritorno a costo zero di Kakà e gli acquisti di giocatori prevalentemente a fine contratto.
Finalmente potremmo dire che dal nostro osservatorio privilegiato con vista sul Vesuvio, dopo aver ammirato l’epopea milanista guidata dai vari Sacchi-Capello -Ancelotti e quella nerazzurra del duo Mourinho-Moratti, possiamo con cognizione di causa aspettarci un ciclo azzurro che porti gioco, lustro e soprattutto vittorie in questa città che vuole fortemente scrollarsi di dosso l’etichetta di eterna perdente nel confronto con la metropoli lombarda.
