HomeSportSprofondo Napoli: il Chievo passa al San Paolo con un super Bardi

Sprofondo Napoli: il Chievo passa al San Paolo con un super Bardi

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Peggio non poteva andare la prima uscita casalinga del Napoli. Gli uomini di Benitez cedono al Chievo, guidato dall’ex Eugenio Corini, complice un gioco confusionario e la prestazione da applausi del giovane portiere Bardi. L’estremo difensore, titolare dell’under21 di Di Biagio e ritenuto dagli esperti come il futuro portiere della nazionale italiana, sfodera una prestazione da dieci in pagella. Nulla può nemmeno il “Pipita” Higuain, che nel primo tempo si fa ipnotizzare dal dischetto dal numero uno clivense, nè riescono a piegarne i guantoni le conclusioni di Insigne, Hamsik ed il colpo di testa del numero nove argentino. A dieci minuti dal fischio finale, con gli azzurri sotto 0-1 per il gol realizzato da Maxi Lopez su ingenuità della difesa azzurra, i 40mila del San Paolo perdono la pazienza e intonano cori contro De Laurentiis, reo secondo i contestatori di aver condotto un mercato al risparmio e di aver indebolito la rosa, portando alla, non ancora digerita, eliminazione in champions col Bilbao.

Il clima che si respira in città non ha certo aiutato Benitez e i suoi a giocare un match all’altezza. La squadra è sembrata comunque confusionaria, lenta nella manovra e senza il killer intinct che da sempre connota le prestazioni dei partenopei. La difesa è la grande incognita di questa formazione, infatti continuano le amnesie che portano a vanificare le poche azioni offensive che il reparto avanzato riesce a costruire. La nottata, dopo la gara di ieri, sembra lontana dal passare e si chiede un cambio di rotta sia alla società che al tecnico spagnolo. A De Laurentis di farsi scudo per calmare l’ambiente e dare serenità ai suoi uomini, senza usare i risultati mediocri per sottolineare come sia stato il tecnico a volere questo tipo di mercato, e a Benitez di capire che i moduli-totem non hanno vita facile (vedi anche il Cagliari di Zeman col suo 4-3-3) e di dare quella grinta ai suoi giocatori, per affrontare con la mentalità da grande le partite, e che da alcune stagioni sembra sia il tassello mancante per completare la squadra. Peccato che non si possa comprare al calciomercato e che non si possa fare, come negli anni ’70 con il presidente del Catania Massimino, che nel sentirsi dire quanto mancasse amalgama alla sua formazione, rispose al suo interlocutore che avrebbe fatto di tutto per acquistarlo dalla squadra in cui giocava.

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