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venerdì, Giugno 21, 2024
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Napoli perfetto quando ha paura di perdere…

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La vittoria di Bergamo (quando il Napoli vince da quelle parti a fine stagione c’è sempre qualcosa di positivo che arriva) mette gli azzurri in un posizione privilegiata per la seconda parte della stagione. La sosta, contrariamente a quello che pensa Sarri, che evidentemente legge solo i dati del computer relativi alla condizione fisica, laddove non ci sono parametri oggettivi e scientifici per quella mentale, arriva al momento giusto. Meglio staccare per sette giorni la spina, ricaricare le pile per essere pronti alla volata finale.

Il Napoli si gioca molto, se non tutto, nelle prime partite. Alla ripresa ci sono cinque sfide alla portata, da provare a vincere: nell’ordine Torino in casa, Frosinone in trasferta, Sassuolo in casa, Sampdoria in trasferta, per finire con l’Empoli in casa. Nulla è facile, sia ben chiaro, Bologna docet. Ma si può fare. Nel mezzo il quarto di finale di Coppa Italia. Con tutto il rispetto della Coppa Italia in questo momento non frega niente a nessuno. Purtroppo nel calcio non puoi lasciare nulla per strada. Vincere contro l’Inter oltre a portarci in semifinale, sarebbe un colpo, un altro, ai nerazzurri. E soprattutto sarebbe uno straordinario volano per l’autostima del gruppo.

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Poi inizia il tour de force. Ma per quello c’è tempo-
Sia ben chiaro: serve lo spirito di Bergamo. O per meglio dire: lo spirito che ha accompagnato la settimana azzurra verso Bergamo. C’era in giro la giusta tensione. Quella che era mancata nelle ultime due partite. Giocatori e ambiente in senso lato temevano molto la gara dell’Azzurri d’Italia. Contro Bologna e Roma approccio diverso, pensando che fosse bene o male solo una formalità. Per vincere il Napoli ha bisogno di avere un po’ di “sana paura di perdere”. Altrimenti l’approccio è molle.

A Bergamo non è stato il Napoli migliore, tutt’altro. Ma la concentrazione era quella giusta. E c’è stato, finalmente, anche un pizzico di fortuna. Quando ci sono questi due elementi, concentrazione e fortuna, il più è fatto. Perché la qualità degli azzurri e l’organizzazione sono tali da garantire a prescindere un vantaggio.
Ma adesso basta, per sette giorni doveroso staccare la spina. Per i calciatori, almeno. I tifosi, giustamente, sono sempre sul pezzo. Adesso aspettano il gol di Aurelio. E purtroppo Aurelio non è come il Pipita…

di Liberato Ferrara su www.persemprenapoli.it

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