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Alfabeto Azzurro del 2015, da Benitez a Sarri i fatti salienti degli ultimi 12 mesi

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Dalla A di Albiol alla zeta di Zuniga: l’alfabeto azzurro del 2015. Un alfabeto che tiene conto del semestre di Benitez e di quello di Sarri. Un alfabeto che ci permette di ricordare i passaggi salienti di 12 mesi azzurri.



ALBIOL
Sulla carta era uno dei pupilli di Benitez. Ma con Rafa in panchina in suo rendimento è stato disastroso, al punto che era stato preso per un bidone. Con Sarri è arrivata quell’organizzazione difensiva che mancava. Ed anche Albiol è tornato ad avere un rendimento altissimo



BENITEZ
Per Rafa un anno orribile. Il 2014 aveva portato due trofei, Coppa Italia e Supercoppa, il 2015 il fallimento a Napoli, e probabilmente l’esonero a Madrid, il sogno della vita toccato e subito sfumato



CHAMPIONS
Il grande rimpianto. Il Napoli dello scorso campionato aveva tutte le possibilità (visto anche il rendimento della Roma) di arrivare al secondo posto, e sarebbe stata un’altra storia, un altro mercato. Invece…



DRONE
La curiosità del ritiro. A Sarri serve per studiare dall’alto i movimenti dei giocatori e per correggerli in caso di errori. Ai fotografi è servito per fare scatti inconsueti, ai tifosi per animare le discussioni sotto l’ombrellone



EUROPA LEAGUE
La più grande delusione, non c’è dubbio. La semifinale persa contro il Dnipro anche a causa di due gol irregolari brucia. Una finale Europea sarebbe stata il punto di svolta della stagione. Una finale contro il Siviglia che poteva anche portare ad un trofeo prestigiosissimo. E per quanto fatto in Europa lo scorso anno (vittorie in Turchia e soprattutto a Wolfsburg) il Napoli lo avrebbe anche meritato.



FESTIVAL (delle occasioni perse)
Tante, troppe. Il Napoli la scorsa primavera ha perso la possibilità di giocare la finale di Europa League per due gol irregolari; allo stesso modo ha perso la possibilità di giocare la finale di Coppa Italia per un gol irregolare della Lazio. Poi ha perso il terzo posto, con quel che ne consegue, per un rigore sbagliato… E così una stagione potenzialmente straordinaria si è passata ad una stagione fallimentare. Del resto il calcio è fatto di episodi…



GOL
Tanti, tantissimi. Con Benitez in due stagioni in Napoli ne ha segnati addirittura 208. E con Sarri minaccia di farne anche di più. Con la differenza che adesso ne subisce pochi…



HIGUAIN
Quello che in questo momento sta facendo il Pipita è sotto gli occhi di tutti. Non c’è alcun bisogno di spiegazioni, per tutta evidenza…



INSIGNE
Decisamente la sua migliore stagione. Sette gol nella prima fase stanno ad indicare che è maturato sotto tutti i punti di vista. Finalmente è tornato a giocare nel ruolo che ricopriva con Zeman. Ed i risultati si vedono: gol es assist a iosa



LAZIO
La scorsa primavera vinse due volte a Napoli, negandoci la finale di Coppa Italia e i preliminari di Coppa. La musica è cambiata come dimostra il 5-0 di settembre… Abbiamo rimesso la Chiesa al centro del Villaggio.



MAREK
Tornato a centrocampo è tornato ad essere il giocatore che tutti amiamo. Se segna di meno è solo perché corre molto di più. Due anni di Benitez lo stavano uccidendo. E’ rinato.



NAPOLI
Napoli inteso come orgoglio ritrovato di essere napoletani, anche nel mondo del calcio. Ci sono tanti problemi in questa città, ma si fa fatica a capire come possa essere al 101esimo posto come qualità della vita in Italia. Per noi resta la città più bella del mondo. E quella azzurra la squadra più forte (al cuor dei tifosi non si comanda).



ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA
In fin dei conti Sarri a Napoli ha scoperto l’acqua calda: ossia che in una squadra di calcio serve equilibrio. Il Napoli con gli stessi giocatori dello scorso anno segna forse anche qualcosa in più, ma subisce molto di meno.



PEPE
Con Reina in campo la scorsa stagione certamente il Napoli sarebbe arrivato almeno secondo in campionato, quasi certamente avrebbe superato il preliminare di Champions contro il Bilbao. Per risparmiare qualche milione di euro sull’ingaggio si sono bruciati una ottantina di milioni di introiti Champions….



QUATTRO A ZERO A SAN SIRO
A Milano forse non si è visto il miglior Napoli dell’anno, ma questo risultato resterà nella storia. Tra 30 anni si parlerà ancora di questa partita. Per questo ci sembra giusto dire che è la partita simbolo di questo anno.



RIGORI
C’è bisogno di continuare?



SARRI
Non prendiamoci in giro: non è stato per nulla la prima scelta di De Laurentiis. E non prendiamoci in giro su un altro aspetto: la diffidenza era tanta, da parte di tutti. Non fosse altro che per il fatto che non era testato a certi livelli. E’ andato tutto molto meglio del previsto. Adesso deve solo dimostrare di saper gestire la pressione da testa della classifica.



TREQUARTISTA
Sembrava imprescindibile del credo tattico di Sarri. Sono bastate tre partite per fargli cambiare idea. E che l’input sia partito dalla squadra, dal diesse o dal presidente stesso, piuttosto che dal tecnico è questione di lana caprina. Alla fine la decisione finale di cambiare è stata di Sarri, e questo ci deve bastare.



UN GIORNO ALL’IMPROVVISO
C’è sempre una canzone che fa da colonna sonora ai momenti più belli della nostra vita. Anche nel calcio. “Ho visto Maradona” fu la colonna sonora del primo scudetto. Il “Porompompero” la colonna sonora della vittoria della Coppa Uefa. Adesso la colonna sonora è indiscutibilmente “Un giorno all’improvviso mi innamorai di te, il cuore mi batteva, non chiedermi perchè…”



VALDIFIORI
Era il pupillo di Sarri, è stato il primo a perdere il posto. Segnale che il tecnico non ha pregiudizi. A Valdifiori non avrà fatto piacere, ma l’impressione è che la cosa sia stata valutata positivamente dal gruppo. Non la bocciatura dell’ex Empoli, ma il fatto che il nuovo tecnico non avesse intoccabili.



ZUNIGA
Mistero della fede. O forse c’è dell’altro. Una cosa è certa: sta bene, è guarito, ed è superiore a chi gioca sulla fascia…

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