I trionfi di Valencia e la Champions vinta con il Liverpool sembrano solo lontani ricordi. Quella di Rafa
Benitez è una parabola discendente, che mette in fila una serie di flop accomunati tutti da uno stesso
denominatore: il cattivo rapporto con lo spogliatoio.
L’esonero dal Real Madrid è solo l’ultimo caso di un amore mai nato né con i giocatori (in primis Cristiano
Ronaldo) né con i tifosi. Rafa si è definito un professore a cui piace insegnare, ma si sa che non tutti i
professori sono amati dai propri allievi, anche quando si vince.
Su tutti Steven Gerrard, capitano storico del Liverpool e proprio di quel Liverpool arrivato a sollevare la
Champions. Nonostante il tecnico spagnolo gli abbia portato uno dei trionfi più grandi per la carriera di un
calciatore, l’ex capitano dei Reds ha dichiarato pubblicamente di non averlo mai sopportato come persona
e che probabilmente la cosa era reciproca.
Ma anche in Italia Benitez non ha avuto vita facile. Allenatore dell’Inter dopo il triplete, la sua panchina
durò 5 mesi entrando nelle grazie di ben pochi giocatori. Tra questi non c’era di sicuro Marco Materazzi,
che ancora oggi non ha un buon ricordo del tecnico.
Storia diversa (ma forse neanche troppo) l’avventura di Napoli. Gli va sicuramente riconosciuto il fatto di
aver portato un bomber come Gonzalo Higuain e l’entusiasmo nel suo primo anno fu grande, tanto da aver
fatto vincere al Napoli la Coppa Italia. Ma anche qui, ad un certo punto qualcosa si inceppa. Il secondo anno
fu quasi un fallimento: non solo non si qualificò per la Champions, ma la sua tattica e i suoi schemi non
erano di certo adatti a Jorginho, Insigne e soprattutto Hamsik, diventato negli anni uno dei senatori dello
spogliatoio e molto spesso rilegato in panchina. Non è quindi un caso che questi 3 siano rinati con un
tecnico come Sarri.
E non è un caso quindi che già ad agosto, dopo il suo arrivo sulla panchina dei Blancos, c’erano già
bookmakers che quotavano il suo esonero prima di Natale. Voci giravano già a novembre di un Cristiano
Ronaldo spazientito e poco favorevole all’allenatore e certo i fischi del Bernabeu non aiutavano a creare un
clima sereno. CR 7 ha dovuto aspettare solo un paio di mesi per vedere esaudita la sua richiesta. Il
successore di Rafa si chiama Zidane. Chissà se l’ennesima lezione sarà servita al professore a fargli capire
che forse il suo metodo di insegnamento, e soprattutto il suo stare in classe, andrebbe un po’ rivisto.

