Sarri già adesso ha fatto molto meglio di Benitez, e tutto sommato anche di Mazzarri. Nei suoi tre anni e mezzo a Napoli, l’ex allenatore di Reggina e Sampdoria è arrivato a due giocare due volte gare gare scudetto. Nel 2012, a febbraio, il Napoli andò a San Siro per lo scontro diretto col Milan, partendo da un ritardo in classifica di 3 punti. Due anni dopo lo scontro scudetto fu contro la Juventus, al San Paolo, con Napoli secondo, ma con una distacco di ben 6 punti. Benitez non ha mai portato il Napoli così in alto da giocare uno scontro diretto nel girone di ritorno. Sarri è andato Torino con 2 punti di vantaggio. E’ tutto sommato dal 1990, l’anno del secondo scudetto, che non si ha una situazione simile.
Per quelle che erano le premesse della vigilia non possiamo che dire che Sarri ha fatto un lavoro straordinario, andando ben oltre quelle che erano le più rosee attese. A lui si chiedeva sostanzialmente di mantenere il Napoli in una posizione tale da garantire la partecipazione alle competizioni europee. Il massimo era spingersi a sperare in un terzo posto che, considerando le premesse della vigilia, con Juve, Roma e Inter che sembravano di un altro pianeta, sembrava più un’utopia che altro. Sarri ha portato il Napoli a giocare per lo scudetto. Se per assurdo il Napoli dovesse crollare di qui a maggio sarebbe stata in ogni caso una stagione fantastica: lo scudetto, è vero, si vince a fine campionato, ma si sogna tutto l’anno. Il Napoli sin qui ha sognato alla grande, come mai da 26 anni a questa parte. Per un tifoso meglio vivere 7 mesi di grandi emozioni, che arrivare al secondo posto in modo anonimo, come pure è successo con Mazzarri.
di Liberato Ferrara su www.persemprenapoli.it


