Il Chievo, a quota 34, è virtualmente salvo e scenderà al San Paolo senza ansie giusto per rendere difficile la vita agli azzurri. Maran, uomo pratico e buon tecnico, ha costruito una squadra organizzata ed anche piacevole a vedersi con un 4-3-1-2 che ha dato equilibrio alla manovra sia in fase difensiva che in quella d’attacco. Un equilibrio che è confermato anche dai numeri visto che i 34 punti in classifica son equamente divisi tra gare interne ed esterne, 17, con una minima differenza in negativo, -4, tra i gol realizzati( 16 in casa ed altrettanti in trasferta) e quelli subiti, 36 (16 in casa, 20 lontano dal Bentegodi). Non ci saranno né Gobbi, squalificato, né Inglese l’attaccante che ha di fatto raccolto il testimone di Paloschi passato allo Swansea, e non saranno assenze di poco conto per i veronesi, vista la qualità che entrambi sono in grado di fornire al collettivo.
Chi li sostituirà, Sardo o Frey per Gobbi, Mpoku o Meggiorini per Inglese, non sarà comunque un ripiego vista l’organizzazione di gioco della squadra, con bravi corridori sulle corsie ed un trio di centrocampisti, Castro, Radovanovic e Rigoni in grado sia di coprire che di costruire gioco insieme a Birsa, giocatore forse un po’ sottovalutato rispetto alle sue qualità, un trequartista in grado di finalizzare ma anche di creare palle importanti per le punte. Assente Inglese il tandem d’attacco potrebbe essere composto da Pellissier e Meggiorini oppure da Mpoku o Floro Flores ex in grado di dare qualche dispiacere agli azzurri ma bisognerà vedere anche il tipo di gara che vorrà impostare Maran visto che in panchina ci sono elementi esperti e di ottimo livello come Hetemay e Pepe pronti all’utilizzo anche dal primo minuto in caso di una partita da giocare con densità a centrocampo per sfruttare le ripartenze.
Match insidioso, dunque, che gli azzurri dovranno cercare di mettere al più presto in discesa realizzando il gol spaccapartita e non soffrire. La rincorsa al “coso”, come lo definisce Sarri, passa attraverso la vittoria nelle prossime cinque gare sperando in qualche scivolone bianconero. Il Chievo è il primo ostacolo da superare; diffidare dei veronesi e trattarli da squadra di rango è la premessa giusta per un approccio corretto alla gara. C’è un po’ di stanchezza nelle file azzurre ma occorre stringere i denti e pensare positivo per lo sprint finale. Il Napoli ha un solo obbligo: vincere quante più partite possibile senza pensare né alla Juve né a Roma o Fiorentina. Superare i 78 punti di Mazzarri e di Benitez per Sarri sarebbe già un gran risultato viste le premesse di inizio stagione quando nessuno s’aspettava un Napoli così competitivo e nessuno aveva chiesto al tecnico il posto in Champions. Però, lo “sfizio” del…”Coso” è forte ed è soprattutto ancora possibile. Bisogna provarci anche con l’aiuto del cuore, stanco ma non domo, del “vecchio” San Paolo ancora in grado di entusiasmarsi ed entusiasmare i suoi protagonisti in azzurro, nonostante crepe e ferite di 57 anni non sempre felici.
di Sergio Curcio su www.persemprenapoli.it


