NAPOLI. Ad inizio stagione in molti indicavano la gara con il Rimini come il match-clou al fine di centrare la promozione diretta in B; purtroppo così non è stato. Mister Reja, dal canto suo, cerca di utilizzare questa gara per sperimentare un qualcosa di nuovo in vista dei play-off: ecco, allora, che si passa al 3-4-1-2.
Il tecnico partenopeo deve rinunciare ad Abate e Sosa, ma recupera Fontana e Capparella inserendoli in campo dal 1’. La prima azione pericolosa è di matrice biancorossa: al 18’ Fontana perde palla a favore di Docente, il quale prova il tiro dalla media distanza, ma conclude fuori. Solo dopo trentadue minuti di gioco il Napoli si fa vivo dalle parti di Dei: Capparella prova il tiro da lontano, ma la sfera termina di poco alta sulla traversa. Al 39’, poi, un’ azione personale di Docente terminata con un tiro sventato coi piedi da Gianello, prelude al gol; dopo cinque minuti il Rimini parte in contropiede sugli sviluppi di un errato appoggio da parte di Montervino, Docente fa fuori Scarlato in velocità e arrivato sul fondo serve Muslimovic che di piatto firma la rete dell’ uno a zero. La seconda frazione si apre subito con una novità: entra Consonni per lo stesso Scarlato. Ora Grava e Bonomi sono gli esterni di difesa; mentre Mora a sinistra e Consonni a destra presidiano le fasce di loro competenza sulla linea mediana. Il gioco degli azzurri subisce una svolta radicale, tanto che al 19’ proprio Consonni crossa al centro per l’ accorrente Pià, che di testa insacca alla destra di Dei. A questo punto, quello degli azzurri è un vero e proprio assedio: il pallino del gioco è completamente nelle loro mani e costringono gli avversari ad asserragliarsi nella propria metà campo. E’ Calaiò ad andare più vicino al gol, ma l’ estremo difensore avversario riesce a salvarsi con i piedi. Al 36’, però, il Napoli resta in dieci: Calaiò si fa espellere per un calcio dato ad un avversario a gioco fermo; un’ ingenuità che potrà costare carissima in ottica play-off. Per questo tipo di falli, la sanzione minima è di due giornate: vorrebbe dire saltare almeno la gara d’ andata della semifinale. Tornando alla gara, nel recupero le due compagini hanno un’ occasione per parte: prima Gianello salva miracolosamente in uscita su Muslimovic e poi Dei si oppone con i pugni ad un insidioso tiro di Pià.
Adesso, in attesa di scoprire chi tra Sambenedettese, Reggiana e Padova contenderà ai partenopei l’ accesso alla finale, si andrà a Giulianova per collaudare l’ assetto giusto, senza ovviamente regalare nulla.
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